04 mag 2015

Una ferocia bestiale, quale integrazione per (in)civiltà solita alla violenza?


È risaputo, certe civiltà  hanno tra le loro leggi e la quotidianità l’uso della violenza; sono quei popoli che praticano atrocità ai propri figli  come l’infibulazione, uccidono chi è diverso gettandolo giù da un palazzo, che lapidano chi adultero e che vietano alle loro donne ogni diritto ed infine usano lo stupro come strumento di guerra.
Oggi come ieri orrori ed assurdità sono perpetrati dai popoli di quel terzo mondo che non accenna al progresso culturale ma si arretra sempre più in nome di religiosità e barbarie perpetrate senza pentimento.
Questi sono quelle genti che il nostro Governo sostenuto  da quello Europeo ,intende far entrare nelle nostre case, nella nostra vita in nome di un accoglienza impossibile, di una integrazione inimmaginabile.
Lo dimostrano i fatti, i crimini e le violenze; non ultima in ordine di tempo l’efferata aggressione ad una coppia di rumeni a Vittoria in Provincia di Ragusa a due passi da quella Pozzallo ove la triplice sindacale è andata a festeggiare il proprio 1° Maggio al grido: ancora si  all’immigrazione in nome della solidarietà.
Morti e stupri, atti compiuti da chi della civiltà nostra e della legge non ha ne cultura ne rispetto, pronti alla recidività impunita.
Il nostro plauso, và alle forze dell’ordine per esser riusciti ad assicurare alla giustizia coloro che si sono macchiati di un così duplice ed efferato crimine, l’uccisione di un uomo e lo stupro della propria compagna.

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