19/giu/2013

Renzi a Modica per Giurdanella.




Al Forteto i rapporti eterosessuali erano chiaramente osteggiati e l’ omosessualità era non solo permessa ma addirittura incentivata, un percorso obbligato verso quella che Fiesoli definiva “liberazione dalla materialità“: lì gli unici rapporti che erano permessi tra i sessi erano di tipo omosessuale» 
Queste le parole del Rapporto della Commissione d’Inchiesta sull' affidamento dei minori della Regione Toscana che provano, assieme alle numerose e schiaccianti testimonianze ed ai racconti delle vittime, la strettissima connessione tra omosessualità e pedofilia.

Questa settimana Modica ospiterà uno dei protettori di quei mostri che hanno rovinato la vita a centinaia di ragazzi e ragazze obbligati a subire violenze sessuali di ogni genere nella comunità toscana "Il Forteto".  

Se è vero il proverbio popolare che recita "cu camina co zuoppu all'annu 'zzuppia" , dimmi chi sono i tuoi amici e ti dirò chi sei, chi lo accoglie -ovvero il candidato Giurdanella con la combriccola cattocomunista e liberale- dovrà fare i conti anche con questa realtà renziana. 

Noi, non escludiamo la nostra presenza in piazza per contestare il sindaco di Firenze, il quale  fino a qualche settimana fa, presenziava ad una raccolta fondi per il Forteto, come se nulla fosse mai successo.
Siamo convinti che uno società sana, per definirsi tale, non può affidare i propri figli a pedofili e criminali che ne distruggono la vita, e soprattutto non può tollerare che vi siano “educatori”, magistrati e politici che sostengono questi scandalosi laboratori del male.

Analisi ballottaggio Modica 2013.






Di Carmelo Modica.

Un'analisi veloce.
 Tra i due programmi , guardando alle mie esigenze e di quelli che mi stanno vicino, vedo trascendenza per quello che è da fare per forza. Da cittadino, a parte la storia del nuovo mutuo trentennale, mi fa ridere Giurdanella -dimostra di vivere su un altro pianeta- in perfetta linea con il pd nazionale, vorrebbe realizzare progetti già dimostratisi fallimentari, per fare un esempio "leggero" l'Agorà a Modica bassa che, se qualcuno ricorda, anni fa era stata sperimentata, contestata da tutti i negozianti, che hanno subìto anche un danno economico, e poi abolita, mi pare fosse il 2006.
 Trascuriamo, poi, l'idea di svendere la cittadinanza a chiunque o peggio paragonare la famiglia ad un qualsiasi altro rapporto tra esseri viventi, anche perché, da cattolico, è anche abbastanza avvilente sapere che questa proposta arriva da un uomo sposato in rito concordatario con tre figli.

   Dall'altra parte vedo la vecchia politica dello scudo crociato con un programma fortemente statalista che non mi piace tanto quanto l'altro, solo che Abate ha dalla sua il merito di aver lavorato tanto per gli agricoltori ed allevatori -le congetture tenetevele per voi io guardo alla sostanza- e fino a prova contraria senza loro pane e companatico sulle tavole non ne arrivano.Ben venga chi s'è dimostrato vicino ai "campagnoli frcintinari", che sappiatelo, non solo contribuiscono fortemente all'economia della città, ma sono anche gli ultimi custodi della nostra identità di modicani.
  Qualcuno tempo fa ha detto: “Una società che sostiene l’agricoltura, è una società che investe nel futuro; perché la saggezza, la nobiltà e il sacrificio risiedono nel contadino. La terra è sempre generosa, verso chi la rispetta.” Dove per sacrificio, si intende la capacità, nonché volontà, di rendere sacro tutto ciò che si fa. 
 Anche se probabilmente a qualche snobbettino (sine-nobilitate) con la puzza sotto al naso convinto d'incarnare l'essenza di modica, come una sorta di ceto colto che sa cos'è meglio per tutti, darà fastidio la mia analisi, poco importa. Mi importa che sia chiaro a tutti cosa voglia dire amare la propria città, e Modica, per chi volesse negarlo, ha il proprio cuore nelle campagne, non in via Grimaldi.

C.M

Ballottaggio a Ragusa, tra ipocrisia ed un salto nel vuoto.

Ragusa 19/06/2013



Proseguono i preparativi per il ballottaggio a Ragusa, che vedrà come protagonisti Cosentini e il Movimento cinque stelle.
L'analisi da fare è tanto cruda quanto triste è la consapevolezza di una prospettiva di un governo di ipocriti o di uno di incapaci.
Una "famigghia" allargata composta da PD, Ragusa Domani, Territorio, il Megafono, UDC, Idee per Ragusa seduta alla tavola da pranzo di Cosentini. Non stupisce affatto l'accordo tra l'area democratica, è sicuramente un progetto costruito in assoluta comunione di intenti visti i trascorsi nell'udc e in altri partiti d'area pidellina; semmai lo stupore potrebbe arrivare per quelli che durante la campagna elettorale hanno martellato gli elettori ostentando una volontà di cambiamento, concretizzatasi in una tragicomica nuvoletta di fumo, ovvero nell'apparentamento con quelli che sulla carta d'identità alla voce professione scrivono "politico".
La scelta di voto ricadrebbe dunque sull'altro contendente Federico Piccitto, M5S, e l'idea di essere governati da dilettanti allo sbaraglio non è felice. L'operato del M5S nei comuni in cui è arrivato alla maggioranza, in termini di innovazione e di benessere non può essere assolutamente elogiato. Il piano del comune di Parma, ad esempio, è stato strutturato sull'aumento della pressione fiscale e sull'eliminazione di appendici direttamente legate alla pa, ottenendo come risultato pignoramenti per chi non riesce a pagare le tasse e relativi licenziamenti. Maffeo Pantaleoni, economista italiano, direbbe: « Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L'abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all'importo delle tasse».

Qualunque sarà la scelta degli elettori, Ragusa, lunedì avrà un sindaco e ci auguriamo per il bene di tutti che avrà il coraggio di spezzare le catene che legano la città al vecchio sistema amministrativo della politica clientelare e di professione facendo saltare qualche poltrona che ormai necessita di restauro. 




Forza Nuova Coordinamento Ibleo
Il portavoce
Carmelo Modica

08/giu/2013

La Toscana spende 240.000 euro per insegnare ai transessuali come cambiare sesso *

La regione che taglia le risorse per le autoambulanze ha istituito un consultorio per transessuali con ben 7 dipendenti
Nuova perla dall’amministrazione regionale toscana guidata da Rossi: 240.000 euro per insegnare ai transessuali come cambiare sesso.
La stessa regione che taglia le risorse per le autoambulanze è riuscita a spendere, nell’ultimo anno, la cifra monstre di 240mila euro per l’istituzione di un consultorio per transessuali nella Asl 12 con ben sette dipendenti che in un anno avrebbero “generato” 370 ore di consulenza a 135 trans. La stragrande maggioranza dei quali, immigrati.
Un rapido calcolo: 240.000/370 ed ecco che ogni ora è costata al contribuente toscano circa 650 euro.
Un altro rapido calcolo: 240.000/135 e scopriamo che una singola consulenza è costata quasi 1.800 euro! Quindi, per dire ad ogni trans come cambiare sesso, la Regione Toscana ha speso un piccolo patrimonio, tanto valeva operarli in loco.
Significa che due/tre ore di consulenza da parte dei dipendenti dell’Asl assunti a questo consultorio, sono costate la bellezza di 1.800 euro: circa 650 euro all’ora! Nemmeno un’ora di psicanalisi con mr. Freud costerebbe tanto.
Ma attenzione, sbaglieremmo a derubricare tutto questo a mero autolesionismo e adorazione dell’ennesima minoranza. Certo, questa è una componente essenziale, ma c’è anche la solita dose di clientelismo para-mafioso che contraddistingue la gestione della cosa pubblica in Toscana. Lo stesso clientelismo che abbiamo visto nell’affaire Mps. Perché quando si spendono 1.800 euro a consulenza per due ore e mezza di colloquio con un trans, significa che il 99% di quei soldi sono stati “regalati” agli amici degli amici: in Toscana il sistema del voto clientelare si sostiene in questo modo.



05/giu/2013

FORUM Ordine Futuro

...
Si tratta di leggere i segni dei tempi, di analizzarli, di capirli e interpretarli per poi approntare un’azione a livello culturale, si tratta di essere politicamente scorretti con cognizione di causa, di trovare e studiare le giuste chiavi di lettura degli avvenimenti attuali senza fermarsi al chiasso della cronaca, ma andando a fondo, alle radici. Si tratta di utilizzare queste chiavi di lettura per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa può essere corretto e cosa merita di essere distrutto, cosa è essenziale e cosa è sovrastrutturale, cosa ci aspetta di catastrofico e cosa diventerà per noi un’opportunità di ricostruzione. Si tratta, soprattutto, di amare il nostro popolo e di contribuire al suo riscatto intellettuale e morale, alla sua guarigione spirituale, alla sua salvezza nella tempesta della storia contemporanea...http://ordinefuturo.net/chi-siamo/


31/mag/2013

Elezioni Amministrative: ...strumenti d'analisi per il voto del prossimo 10 giugno in prov. di RG

Modica 31/05/2013
Dall'analisi dei programmi elettorali presentati dai Candidati a Sindaco per i comuni iblei chiamati alle urne per il rinnovo degli organi di governo cittadino il prossimo 10 giugno si evince, in grandi linee, una sorta di copia incolla nelle proposte di risoluzione alle problematiche dei temi affrontati. Questo è quanto dichiarato dal portavoce di Forza Nuova, Carmelo Modica.

In questi giorni ci siamo dilettati a porre degli interrogativi ai candidati a Sindaco per scandagliare e scovare le differenze fra un candidato e l'altro sui così detti temi bioetici, dall'aborto e all'eutanasia, dalle coppie di fatto e alla procreazione assistita, dai transgender all'uso di stupefacenti e all'immigrazione, con i suoi effetti collaterali, ultimamente esplosi anche nel ,ormai ex, paradiso multiculturale della Svezia.


Qualcuno si è dimostrato disponibile ad una città aperta, ad una realtà eticamente all'avanguardia (?), altri già da programma si sono presentanti degni rappresentati della corrente radical chic che sta dilagando nella nostra bella provincia, e c'è chi è deciso a mantenere viva la sobrietà e l'attaccamento alla tradizione cattolica che il resto d'Italia ci invidia.


E' giusto, per non dire furbo, seguire un modello fallimentare qual è il multiculturalismo imposto dall'Unione Europea? E' giusto imporre alla comunità una realtà che scimmiotta il matrimonio, primo contratto sociale e civile alla base dei rapporti tra Stato e cittadino?


Porsi tali quesiti e portarli in pubblico, non vuole essere una banale intervista, ma è a tutti gli effetti la chiave di lettura di una realtà costruita di perbenismo, insufflata di “diritti” inventati, dove tutto ciò che non è lecito lo diventa in quanto “diritto negato”. Queste domande -conclude Modica- vogliono essere lo strumento primo, per distinguere chi ama la propria terra, da chi vuole una società priva d'inventiva, povera d'iniziativa, assopita, mediocre.

Forza Nuova Coordinamento Ibleo


Il portavoce

Carmelo Modica

30/mag/2013

GRAZIE AL GALLO *

Non avrei mai creduto che un giorno avrei ringraziato Don Gallo. La morte, però, ti costringe a prendere una posizione, a stare di qua o di là; la morte non dialoga, non “cerca ciò che unisce”, non le serve perché sa benissimo che ciò che ci unisce in questa vita è proprio lei. La morte non è solo per il morto, la morte è anche per noi, anzi forse è più per noi che per lui: noi non possiamo sapere quale confronto ci sia stato tra il morente e Dio, ma possiamo ben renderci conto se la sua dipartita ci ha posto dinanzi all’esistenza del Creatore e che somme ne abbiamo tratto, per il nostro destino e per i Suoi disegni per noi. La morte non è un giudizio sul morto, è un giudizio su di noi, alla fine. Ed è parametro di giudizio sull’agire degli altri, nello specifico – ché qui voglio arrivare – su come gli altri intendano un cammino di Verità quale è la Fede.
Ora, i funerali di Don Gallo – per questo lo ringrazierò sempre – mi hanno fatto comprendere tante cose.

28/mag/2013

La zappa "scugnata", ripropone! Modica 1921

... da=http://www.radiortm.it/2012/05/21/lamento-della-lapide-che-ricorda-leccidio-di-modica-del-1921/comment-page-1/

E’ maturato il tempo per fare e dire qualcosa. Visto che nessuno trova il tempo per dedicarci qualche riga, quest’anno, prima dell’annuale ricordo del 29 maggio 1921, che è stato segnato dalla Storia come l’”Eccidio di Modica”, ho deciso di liberarmi di un “grumo culturale” che molte lapidi, come me, conservano da moltissimi anni nel loro cuore.
E’ vero che è proprio nella nostra natura di lapide dire qualche piccola bugia, enfatizzando qualità oppure esagerando orrori, basta dare un’occhiata alle lapidi del cimitero; è vero anche che quelle di noi che riproducono messaggi impegnativi e ricordi pregnanti più delle altre sono costrette dall’uomo alla insincerità.
Spesso molto spesso, ed è la storia a confermarlo, svolgiamo la funzione di testimoniare la stupidità umana, specie quando ad ogni cambio di regime, quasi sempre, persone democratiche e civilissime vengono a frantumarci con quel maledetto martello pensando di distruggere con i segni anche la storia.
Se potessi, farei preparare una lapide per ricordare quelle mie tre antenate che, come documenta Giovanni Maria Pisana nel suo “La visita a Modica delle LL. MM: Ferdinando II e Maria Teresa di Borbone nel 1844″ [edizioni «Associazione culturale "Dialogo''», Modica 2008], realizzate per ricordare la visita dei sovrani borbonici nella nostra città, dagli ingressi delle chiese madri di San Pietro e San Giorgio e da quello del Palazzo di Città (Palazzo Salemi), dopo una annosa corrispondenza tra casa reale e comune di Modica per definirne il contenuto non si sa che fine fecero anche se è facile immaginare che furono raggiunte dal solito sciocco martello che distrugge lapidi e manifesta imbecillità.
Non meno traumatica fu la fine di quell’altra mia più recente parente che intorno al 1910 il Comune di Modica fece fissare sulla facciata dell’attuale Palazzo della cultura che con i versi del Prof. Mario Rapisardi dell’Università di Catania, in occasione della morte dell’anticlericale spagnolo Francisco Ferrer , esortò: “Contro l’idea levò il pugnale la setta che non perdona. Contro la setta, levi il popolo la fede.”
La “lapide Ferrer”, secondo i più normali riti della idiozia umana, nata dalla furia anticlericale doveva essere frantumata dalla rabbia fascista contro l’attentato al Duce da parte Zaniboni del 1925.
Circa 10 anni dopo, il fascistissimo avvocato Stefano Rizzone Viola, sulla stessa facciata poggiava una lunga scala di legno e sollevato in alto dagli “eia eia alalà” di una folla plaudente che attorniava la base della scala, fissava al muro una lapide per dichiarare al mondo il disprezzo dei modicani all’Inghilterra ed alla “Società delle Nazioni” che avevano imposto le sanzioni economiche contro l’Italia.
E li rimase, tranquilla, fino a quando nel 1943 con il rombo dei carri armati degli “Alleati” avvertì i segni della fine, infatti, di li a poco, sembra che il commerciante Vasco, che per tutti questi anni forse l’aveva sopportata dal suo negozio di fronte, l’abbia distrutta insieme a quella della casa del fascio nello stesso fabbricato.
Rispetto a questi precedenti io, tutto sommato, sono tranquilla: non vedo all’orizzonte presupposti sociali e politici che possano fare avvicinare martelli che mi possano distruggere. Penso che morirò di oblio; è dal 1951 che ogni anno, puntuale è sempre arrivato un corteo con la corona che però ho visto, nel succedersi degli anni, sempre meno numeroso e partecipe, segno che sparirà.
E sarà un bene: niente corone meglio qualche persona commossa che avendo letto qualche libro si fermerà un attimo, appena un attimo, per ricordare il sangue versato da nove figli del popolo modicano per costruire la storia della nostra città e si segnerà con il segno della croce.
Sarà, allora, anche per me il tempo dei ricordi e, quando mi rileggerò, ritornerò a chiedermi perché, nonostante ben due processi in cui furono assolti i fascisti, politici ed eminenti sedicenti storici mi hanno costretto alla bugia, quantomeno giuridica, di definirla “strage fascista”.
Verrà comunque il tempo in cui alla gratitudine per la testimonianza resa da questi nostri umili padri si affiancherà la compassione malinconica per quanti, anno dopo anno, con corone, comizi infuocati e cerimonie più ieratiche che di riconoscente silenzio, per più di sessant’anni hanno, senza scrupoli, strumentalizzato il sangue di nove umili lavoratori per tornaconti di greve ideologismo e di proprie carriere politiche ed accademiche.
Nota: a chi volesse sentire anche la ‘campana’ che per 60 anni circa, i nostri storici locali, non hanno fatto suonare posso inviare, nel formato pdf il mio libello ‘Biennio rosso in periferia. 29 maggio 1921: il conflitto di Modica’ nel quale è riprodotto il rapporto dell’Ispettore generale di P.S. Adolfo Lutrario.

Ordine Futuro, esce il numero 14

Con questo numero OF cambia grafica, lascia il formato "rivista" per adottare quello "libro" aumentano le pagine e la leggibilità, speriamo che tutti i lettori siano soddisfatti della nuova veste e ci perdonino l'aumento del prezzo di copertina. In questo numero: Dossier agricoltura La primavera araba incombe sulla Siria Liberisti e Bankers L'Europa che deve nascere Luci e ombre del Vaticano II Fede cristiana e vita militare Russia: una rivoluzione spirituale in marcia L'ultimo Hidalgo (III ed ultima parte) Sulle tracce di Tolkien Recensioni Tolgono la spada a san Michele!


www.ordinefuturo.net

23/mag/2013

Rizana Nafeek è stata decapitata ieri in Arabia Saudita ... 10 gennaio 2013

Malgrado la mobilitazione della Chiesa cattolica ieri alla giovane “tata” cingalese Rizana Nafeek è stata tagliata la testa. Era arrivata in Arabia sulle orme di migliaia di altre ragazze dello Sri Lanka, trafficata da agenzie senza scrupoli che avevano dichiarato che aveva 23 anni e non i suoi effettivi 17.
Aveva trovato lavoro come “tata” presso una ricca famiglia di Ryad che l’aveva messa ad accudire il decimo figlio neonato, ma dopo 10 giorni il bimbo le è morto tra le braccia. Una fatalità secondo la ragazza e secondo le organizzazioni per i diritti umani che spiegano che, condotta alla polizia e torturata la giovane è stata costretta a firmare un foglio scritto in arabo (a lei incomprensibile) dove annetteva le proprie colpe.
Una volta tradotto la ragazza ha sconfessato tutto, ma ormai la sentenza era scritta e a nulla sono vale le proteste del suo paese e quelle di Asian Human Right Watch secondo cui “non c’è dubbio che l’accusa di omicidio contro Rizana è sbagliata. Le leggi in Arabia saudita sono molto al di sotto di ogni norma di legalità e procedura investigativa universalmente accettate. Nel suo processo, non è stata rispettata alcuna garanzia di trasparenza”.

continua= http://www.mattinonline.ch/rizana-nafeek-e-stata-decapitata-ieri-in-arabia-saudita/

Come si dice anche nell’articolo, cosa sarebbe successo se invece che in Arabia Saudita, paese alleato della NATO, attraverso l’alleanza strategica regionale dello Scudo della Penisola, che riunisce i paesi arabi filoamericani del Medio Oriente, questo fatto, ovvero la decapitazione di un condannato, fosse accaduto in Iran, paese indipendente dall’egemonia nordamericana?
Tutti noi ricordiamo la mobilitazione per Sakineh, qualche anno fa, donna che secondo i media doveva essere lapidata, ma che poi alla fine non subì quella pena. Ci ricordiamo perfettamente come una vicenda di quel genere fu strumentalizzata; oggi invece nessuno si esprime su vicende di questo tipo, quando accadono in paesi “alleati”. Questo ci sembra una forma di dirittumanismo part-time, a seconda delle convenienze, a seconda delle opportunità.

continua= http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/196141

 

Morto l’uomo di Ragusa che si era dato fuoco per difendere la sua casa messa all’asta

CATANIA - E' morto all'ospedale di Catania Giovanni Guarascio, il muratore di 64 anni che il 14 maggio si era dato fuoco. Un gesto disperato per impedire lo sfratto dalla sua casa a Vittoria, nel Ragusano. Guarascio aveva riportato ustioni di primo e secondo grado su tutto il corpo. Rimangono ricoverati la moglie e l'agente di polizia che era intervenuto per soccorrere il muratore disoccupato.
La casa dell'uomo era stata messa all'asta per un vecchio debito con una banca ragusana. Le sue condizioni erano apparse subito gravi ai sanitari dell'Ospedale di Vittoria, dove era stato ricoverato dopo essersi dato fuoco. Per questo era stato deciso il trasferimento nella divisione grandi ustionati dell'Ospedale "Cannizzaro" di Catania dove i medici non avevano sciolto la prognosi. 
 Nei giorni scorsi la Procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta, con indagati, sul procedimento che ha portato al pignoramento e alla vendita della casa. Il reato ipotizzato, dal procuratore capo Carmelo Petralia e dal sostituto Federica Messina, è di turbativa d'asta. Sono due i tronconi dell'inchiesta: uno riguarda l'aggiudicazione della casa all'asta, e l'altro la storia e l'evoluzione del rapporto debitorio bancario e dell'esecuzione immobiliare.
 
fonte=http://wwwaqvariuscom.blogspot.it/2013/05/morto-luomo-di-ragusa-che-si-era-dato.html

22/mag/2013

Dominique Venner! Onor...! *


...
Dominique Venner si è suicidato con un colpo di pistola in bocca nella Chiesa di Notre Dame a Parigi. Era uno storico e negli ultimi giorni avrà sicuramente immaginato quale impatto simbolico avrebbe provocato il suo gesto. Togliersi la vita per protestare contro "la legge infame", così l'aveva definita, che in Francia ha legittimato le nozze gay. E farlo in una chiesa, la chiesa di Francia.
Si è ucciso davanti a migliaia di persone per "scuotere i sonnolenti" come ha scritto sul suo blog, "risvegliare le coscienze e la memoria delle nostre origini". Per ora, chi si è risvegliata è soprattutto Marine Le Pen, che ha twittato un: "Tutto il nostro rispetto a Dominique Venner, il cui ultimo gesto, eminentemente politico, è stato di tentare di svegliare il popolo di Francia".
...
continua= http://www.loccidentale.it/node/121470

La difesa, armi alla mano, della presenza francese in Algeria, la crociata contro la "decadenza dell'Europa", l'"invasione" afro-maghrebina in Francia e - in ultimo - "l'infame legge" che apre alle nozze e all'adozione da parte dei gay. Dominique Venner, 78 anni, storico di estrema destra suicida a Notre Dame, era un alfiere della Francia reazionaria, che non ha mai smesso di guardare indietro.
Ha ricevuto subito l'omaggio di Marine Le Pen, presidente del Fronte nazionale di estrema destra, che ha parlato di "atto eminentemente politico" destinato a "risvegliare le coscienze". Ma Venner - un ammiratore delle gesta dei cavalieri e dei samurai - è personaggio che viene da molto più lontano del Fronte. E' passato, in poco meno di un secolo, attraverso tutte le forme di revisionismo, negazionismo e difesa a spada tratta della tradizione della Francia. Fra le sue numerose opere, un tomo sulla 'Storia della collaborazione', 767 pagine dedicate al regime filonazista di Vichy nella seconda guerra mondiale, una 'Storia critica della Resistenza' e una del 'Fascismo tedesco'.
Venner era un vero teorico della Francia tradizionalista e ultracattolica, quella legata ai miti dei galli e alla storia della Vandea. Ma era anche uomo d'azione: fu militante negli anni Cinquanta di 'Giovane nazione', paracadutista nella guerra d'Algeria ed entrò fra i volontari dell'OAS, il movimento clandestino che voleva mantenere il potere coloniale di Parigi.
...
continua=http://www.huffingtonpost.it/2013/05/21/suicidio-notre-dame-dominique-venner-una-vita-da-reazionario_n_3314200.html?utm_hp_ref=italy




Un fatto tremendo ha avuto luogo nella Cattedrale di Notre Dame: Dominique Venner, 78 anni, noto storico francese, si è suicidato, martedì 21 maggio 2013, con un colpo di pistola sull’altare del più importante luogo di culto francese. Venner era noto per la sua strenua opposizione all’approvazione dello pseudo-matrimonio omosessuale nel suo paese, una legge varata mentre le piazze si riempivano di folle che gridavano il proprio NO, venendo represse con la violenza dalle forze dell’ordine. «Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini. Entriamo in un tempo in cui le parole devono essere rese autentiche da azioni»: così aveva dichiarato Venner qualche giorno fa dalle pagine del suo blog. Ecco il gesto spettacolare.

Con questo atto drammatico arriva all’apice l’escalation iniziata da Hollande, dal suo Governo e dal Parlamento francese con l’approvazione a tappe forzate dello pseudo-matrimonio omosessuale. Una legge che, nelle menti fanatiche di chi governa la Francia, DOVEVA passare a tutti i costi, non importa a quale prezzo, a prescindere da qualunque cosa o persona andasse calpestata. Non è contato nulla il fatto che una fetta considerevole, forse maggioritaria, dei francesi fosse contraria. Le loro proteste sono state sedate a manganellate. Nulla ha contato la spaccatura, il clima di guerra civile che è stato generato. Ma del resto, una volta che si è spostata un’ideologia anti-umana come quella che fa dell’omosessualismo un dogma, nulla ha più valore e tutto è possibile, nel delirio di onnipotenza che si impadronisce di tali scellerati governanti.
fonte=http://www.campariedemaistre.com/2013/05/morte-notre-dame-suicidio-o-martirio.html#more

20/mag/2013

Ieri a San Siro ...

‘Daniele Carella uno di noi! Pisapia no! Quarto Oggiaro’: e’ il testo di uno striscione esposto per pochi minuti al Meazza da alcuni spettatori prima di Inter-Udinese, dedicato a una delle tre vittime uccise a sprangate e a picconate dal ghanese Mada Kabobo l’11 maggio a Milano.

Una legge per riconoscere le coppie gay. Crocetta: "garantiremo 400 euro mensili" *

PALERMO - In un momento in cui la crisi economica è diventata il movente di incalcolabili suicidi, il governo Crocetta, coadiuvato dai parlamentari grillini, propone, per l’economia siciliana, un ingrediente “risolutore”: il reddito minimo garantito esteso alle coppie di fatto e agli omosessuali. Sarebbe difatti questa l’ultima “ideona” del governo regionale, riconoscere anche alle coppie omosessuali un reddito minimo garantito di 400 euro mensili.
E se nei giorni scorsi, per mancanza di fondi, l’ARS ha approvato la legge di stabilità del 2013, dove sono stati tagliati ben 407 milioni di euro ai comuni, il medesimo governo sarebbe disposto ad investire 50 milioni di euro per le coppie omosessuali siciliane.
Lo farebbe con un ddl, sottoscritto dallo stesso Crocetta e del quale è il primo firmatario il deputato del Megafono Nino Oddo. Sarebbero quindici articoli in tutto per introdurre una previsione normativa finalizzata a "far fronte efficacemente ai fenomeni di povertà e di disagio economico". Con una novità assoluta: per la prima volta la Regione riconosce la convivenza omosessuale. "Con questa legge che speriamo di far approvare all'Ars in tempi rapidi e sulla quale abbiamo già un approccio con il gruppo Cinquestelle - afferma Oddo - introduciamo nuove misure che integreranno il welfare regionale. Sarà garantito un reddito minimo ai nuclei di convivenza senza distinzione tra le coppie more uxorio e quelle gay. Il reddito minimo favorirà l'inclusione sociale per i disoccupati, gli inoccupati e i precariamente occupati".
Per l'applicazione, i promotori del ddl attestano che sarebbero già pronti 50 milioni di euro, ma tengono comunque a precisare che il testo "non deve essere considerato come intervento puramente assistenzialistico", bensì come "distribuzione generalizzata di reddito".
Ai nuclei di convivenza, iscritti in un apposito registro, saranno assegnati circa 400 euro mensili. Il beneficio sarà riconosciuto a "coloro che sono in possesso della cittadinanza italiana e a tutti in forma non discriminatoria (di sesso, di razza, di religione)" e sarà finalizzato "a contrastare il rischio di marginalità, garantire la dignità della persona e favorire la cittadinanza".
Ma oltre ad aver già alimentato numerose polemiche, la norma fa storcere il naso al parlamentare del Pdl, Salvino Caputo. "Ci saremmo aspettati che il primo disegno di legge firmato dal governatore Crocetta fosse mirato al risanamento dei Comuni che rischiano la bancarotta o all'aiuto agli indigenti, specialmente se anziani, o alla infanzia a rischio - dice il vicepresidente vicario della commissione Attività produttive - piuttosto che a un reddito minimo garantito per le coppie di fatto". "Sia chiaro - sottolinea - che non ho in me alcuna istanza omofoba: soltanto, mi aspettavo dei provvedimenti immediati rivolti alle emergenze altrettanto immediate. Il reddito minimo garantito anche alle coppie gay poteva semplicemente arrivare per secondo, dando così un segnale forte della volontà di risanamento non soltanto a categorie ma a tutta l'Isola".

* C O N T I N U A  -----> http://www.giornalesicano.it/index.php/primo-piano/item/1339-una-legge-per-riconoscere-le-coppie-gay-crocetta-garantiremo-400-euro-mensili


16/mag/2013

Forza Nuova risponde al ministro Bonino. La Sicilia non si vende agli USA. No ai marines a Sigonella!

L' On Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova, in merito alle dichiarazione del ministro Bonino relative al presunto accordo tra l'Italia e Stati Uniti inerente allo sbarco di circa 500 soldati americani alla base di Sigonella, in Sicilia, dichiara: “ Il comportamento del ministro Bonino è ispirato da forti sentimenti antinazionali. In particolare, ci piacerebbe che il ministro rispondesse alle seguenti domande:

1) che fine ha fatto l'accordo siglato poco meno di due anni fa dal governo Berlusconi, relativo all'aiuto del governo italiano a quello libico, in caso di attacco militare? 

2) Perché il ministro Bonino continua a svendere un'importante regione come quella siciliana agli interessi americani? Infatti, oltre al rafforzamento della base Nato di Sigonella che di fatto diventa la prima linea di combattimento, si continua con servile insistenza con l'installazione di un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza ( Muos), nonostante i pareri negativi non solo degli abitanti di Niscemi, ma anche della Regione Sicilia. 

3) Perché il ministro Bonino, come buona parte dei suoi predecessori, continua a considerare la Sicilia il cinquantunesimo stato americano e non un'importante regione italiana per troppo tempo abbandonata? 

4) Forza Nuova nelle prossime ore invierà al ministro Bonino una bandiera tricolore e una bandiera raffigurante lo stemma della regione siciliana per ricordarle che sia l'Italia che la Sicilia non sono in vendita. 

On Roberto Fiore
Segretario Nazionale Forza Nuova

13/mag/2013

Gli assassini siete voi.


Gli assassini siete voi, ed è inutile che facciate finta di nulla.
Siete voi “buonisti”, voi “progressisti”, voi professorini che date lezioni  sul come vivere e morire.
Più  di Kabobo siete voi che avete ucciso Carolé e avete massacrato gli altri italiani ignari, presi a picconate e caduti di colpo senza sapere perché.
Siete voi gli assassini, voi che v'indignate per le Noemi di Arcore, che bacchettate Putin e Orban perché si rifiutano di condurre in picchiata i propri popoli in quei burroni che voi – che vi fate di acido – avete scambiato per paradisi.
Siete voi che provocate le tragedie e che le silenziate.

Immaginate un italiano, magari tatuato e senza capelli, che avesse preso a picconate a casaccio degli immigrati o degli zingari. Cosa sarebbe successo? Quanti speciali televisivi? Quante commissioni parlamentari ? Quante leggi speciali? Quante cacce alle streghe? Quante censure su internet? Quante catene? Quanti tribunali?
Invece voi, sporchi assassini, oggi fischiettate, fate finta di niente, aspettate che l'emozione si plachi, che la gente dimentichi. E domani ripartirete imperterriti, come se niente fosse, a demonizzare gli italiani, specie se bianchi, specie se etero, specie se liberi professionisti e a lanciare il vostro peana per smantellare la nostra nazione, che odiate sia perché nostra sia perché nazione.

Non sono gli immigrati   ad essere gli assassini. La figura dell'immigrato non esiste: chi immigra può essere un galantuomo, un disperato, un profittatore, un invasore, un poeta o feccia. Non esiste l'immigrato, esiste l'immigrazione.
E voi volete invece che esista l'Immigrato e che sia angelizzato o demonizzato (vi stanno bene entrambe le cose perché, scudo contro scudo, si possano sfruttare e annullare tutti: italiani e allogeni).
A voi sta bene che l'Immigrato sia al contempo uno sfruttato  del capitale e un concorrente sleale dei lavoratori italiani: per voi è un grimaldello. Uno strumento per colpevolizzare, per mettere vergogna, dubbio, per minare certezze.
Siete voi che li spingete a far leva sul fantasma razzista, a ottenere tutela economica, sociale e culturale, a utilizzare il vittimismo e a farsi scudo della vostra putrida filosofia.

Rammento i primi africani che giravano per strada vendendo calzettoni. Avevano fame, chiedevano da mangiare. Con simpatia, senza pressare, con pudore.
Adesso ti fermano con arroganza, e se non hai tempo o denaro ti dicono “sei razzista? Non ti piacciono i neri?” Sicuri che così sarai in imbarazzo.
Ma chi glielo ha insegnato? Chi li ha riprogrammati così?
Chi se non voi, buonisti, progressisti, professorini nostrani?

Non sono gli islamici che s'oppongono alle nostre tradizioni.
Ovunque in occidente siete voi,  razionalisti e commissari politici delle utopie, che togliete i presepi per “non offendere le loro sensibilità”.
Una sensibilità di cui, sia detto chiaro e tondo, non vi frega assolutamente niente: ve ne fate scudo per far leva contro le “superstizioni” perché continuate a onorare la Dea Ragione, ovvero la più insensata e dissennata delle divinità idolatrate.

Non ve ne frega assolutamente niente degli immigrati, della loro sorte, dei loro diritti.
A voi preme creare allarmismo, mentire su diritti e doveri, minare la cultura, la nazionalità, la nazione. Voi sperate di fare degli immigrati, che non necessariamente lo vogliono, il vostro esercito di minatori, di guastatori, di distruttori.
Siete voi che li rimpicciolite coccolandoli.Siete voi che li avete trasformati in esseri inferiori.
Voi che date sempre loro ragione in qualsiasi contenzioso.
Perché se un bianco picchia un nero è colpevole perché razzista, l'inverso no.

E perché no?
Perché voi, squallidi razzisti “antirazzisti”, pensate che loro sono sottosviluppati, infantili, dunque irresponsabili, dunque da non punire.
Come potete pensare ciò se non perché siete voi, proprio voi, che li disprezzate?
Siete voi che create odio sociale e razziale.
Siete voi che armate i Kabobo. E che armerete anche i ControKabobo.
Sono i frutti del vostro capolavoro, del vostro paradiso di progresso.
Di quella società che state corrodendo dall'alto, voi, che impartite lezioni, e che in un paio di generazioni avete prodotto figli sterili, drogati, tutelati fino a quarant'anni, imbottiti di psicofarmaci e necessitanti di psicologi se non di psicanalisti.
Ora, di fronte a quest'ultimo vostro capolavoro, voi, dalle istituzioni e dalle cattedre, state tacendo.
Ma nessuno s'illuda: siete così pieni di voi e così delinquenti che continuerete a disseminare stragi e tragedie. E a dare lezioni.
Che siate maledetti! 

Gabriele Adinolfi. 

Non sei allineato al pensiero comune: perseguitato!


Saluto romano nelle manifestazioni
Sentenza choc a Teramo: assolti tutti
  

TERAMO. L’ultimo pronunciamento della Cassazione è di otto mesi fa: chi fa il saluto romano, inneggiando al razzismo e al fascismo, commette reato. I giudici della Suprema Corte lo hanno scandito più volte quell’«inneggiando», quasi a voler rimarcare l’indissolubilità di gesti e parole: è reato solo se ci sono entrambi. Ed è molto probabilmente da questo assunto sancito dai togati ermellini che bisogna partire per fare la cronaca della sentenza con cui tre attivisti di Forza Nuova finiti a processo per il saluto romano fatto durante una manifestazione a Teramo – tra cui il coordinatore regionale Marco Forconi – sono stati assolti perchè il fatto non sussiste e non, come riportato in un nota di Forza Nuova, perchè il fatto non costituisce reato. Di diverso avviso la procura (rappresentata in udienza da Monica Speca) che aveva chiesto una condanna ad un anno per ciascuno. Bisognerà aspettare le motivazioni del provvedimento emesso dal giudice Massimo Biscardi per entrare nei perchè della decisione, ma è probabile – almeno questo è quello emerso nel corso dell’ istruttoria dibattimentale – che su tutto abbia prevalso il fatto che quel giorno i tre abbiano fatto il saluto senza accompagnare il gesto con inni o parole. Questo è quello che l’avvocato Maurizio Dionisio, il difensore, ha sottolineato nel corso della sua arringa. «E’ stato un gesto, un omaggio al termine più ampio della romanità. Non è stato accompagnato da proclami e inni. Nel corso della loro deposizione i miei assistiti si sono più volte dichiarati contrari all’odio razziale. In attesa che vengano depositate le motivazioni, l’impressione è che il giudice del tribunale abbia interpretato in modo innovativo la legge Mancino, come a dire che il saluto romano non è reato laddove non sia accompagnato da inni o cori che facciano riferimento a ideologie improntate all’odio e alla discriminazione razziale».

Fonte=http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2013/05/11/news/saluto-romano-nelle-manifestazioni-sentenza-choc-a-teramo-nbsp-assolti-tutti-nbsp-1.7042156


«Kyenge torna in Congo», indagato
il coordinatore provinciale di Forza Nuova

MACERATA - Il coordinatore provinciale di Forza Nuova a Macerata, Tommaso Golini, è stato iscritto nel registro degli indagati per lo striscione «Kyenge torna in Congo» affisso due notti fa davanti alla sede maceratese del Pd.

Secondo la Procura di Macerata, sarebbe lui l'autore del manifesto contro il ministro dell'Integrazione. Ieri la Digos di Macerata ha perquisito la sede di Fn e l'abitazione di Golini. Nel suo garage gli agenti hanno sequestrato un vaso di colla fresca, un pennello, materiale vario di Forza Nuova e tre cellulari.
Golini è indagato per propaganda di idee fondate sull'odio razziale, etnico e religioso in base alla Legge Mancino contro la xenofobia.

Le indagini, in pieno svolgimento, sono coordinate dal procuratore capo di Macerata, Giovanni Giorgio. Attesi nei prossimi giorni altri sviluppi.

Ascoltato dagli investigatori già ieri pomeriggio, come persona informata sui fatti, Golini si era dichiarato estraneo al blitz. Ieri mattina però una e-mail con le foto dello striscione e la «rivendicazione» del gesto a nome di Forza Nuova era stata inviata alla stampa, seguita in serata da una presa di posizione del leader nazionale del movimento di ultradestra Roberto Fiore, e del coordinatore regionale Davide Ditommaso, che annunciavano: «Non faremo nessun passo indietro, e non permetteremo a nessuno di distruggere il nostro Paese, pertanto la battaglia contro immigrazione e ius soli continua».

L'intimidazione nei confronti di Cecile Kyenge, una delle tante ricevute dal ministro in queste settimane, ha subito suscitato un'ondata generale di indignazione, mentre il Pd di Macerata ha ribadito l'intenzione di conferire la cittadina onoraria al ministro. Nella serata di ieri, sotto il coordinamento del procuratore Giorgio, gli agenti della Digos hanno perquisito la sede di Fn in via don Minzoni, e raccolto varie testimonianze. Questa mattina la perquisizione nell'abitazione del coordinatore provinciale del movimento, nel corso della quale è stato rinvenuto materiale ritenuto «molto utile per ulteriori indagini». 

*fonte http://www.ilmessaggero.it/marche/macerata_razzismo_congo_ministro_kyenge_tommaso_golini/notizie/278439.shtml

09/mag/2013

Elezioni Amministrative Modica 2013

Dal quotidiano "LA SICILIA":


Forza Nuova contro il ministro: "Kyenge torna in Congo" *

Politica - "Kyenge torna in Congo". E' il manifesto affisso da militanti di Forza Nuova davanti alla sede del Pd di Macerata: a darne notizia è una nota dello stesso movimento di destra, contrario alla proposta del senatore Mario Morgoni di concedere la cittadinanza onoraria della città marchigiana al ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge. "Le recenti dichiarazioni del ministro della (dis)integrazione, che si è vantata di essere arrivata clandestinamente in Italia elogiando la poligamia, una pratica avulsa alla nostra tradizione e altamente lesiva della dignità della donna, ci portano a ribadire la più totale contrarietà di Forza Nuova allo ius soli", si legge nel comunicato di Fn

*fonte= http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/fotogallery/1020621/forza-nuova-contro-il-ministro-kyenge-torna-in-congo-.shtml

08/mag/2013

Comunicato stampa: Amministrative 2013


Modica 8/05/2013

Oggetto: Comunicato Stampa

« In città è diffusa l'idea che le numerose candidature a sindaco, siano frutto del possibile crollo finanziario del comune che darà possibilità d'azione al futuro primo cittadino per amministrare senza la spada di Damocle del dissesto stesso, addossandone le responsabilità alle amministrazioni precedenti. Noi vogliamo pensare che si tratti di un'esplosione improvvisa di senso civico dovuta alla crisi.» E' quanto afferma il coordinatore provinciale di Forza Nuova ,Giovanni Cicciarella.

L'appello alla coesione lanciato da diversi esponenti politici, potrebbe concretizzare una reale svolta per l'intero territorio ibleo, a patto che venga indirizzata su parametri diametralmente opposti alla comune idea di amministrazione, legata al sistema bancario privato. Il vero cambiamento si avrebbe solo aggirando l'intervento statale, che prevede un'economia basata esclusivamente sulla finanza e su prestiti bancari, per arrestare così l'aumento della pressione fiscale e il conseguente impoverimento del territorio.Abbiamo sviluppato un programma strutturato su quattro punti che riteniamo essere un'idea forza per ridare dignità alla nostra città.Il piano prevede al primo posto l'emissione di moneta locale, libera da vincoli bancari privati e dal debito che ne deriva, unica via per rendere al cittadino,finalmente, tutti i canoni dello stato di diritto che gli spettano, quelli di una Repubblica basata sul lavoro. Bisogna cacciare dalle nostre case l'angoscia dei debiti, delle tasse che hanno passato il limite dell'usura, la paura di non poter garantire ai propri figli un futuro dignitoso. Ciò, a differenza di quanto hanno sostenuto e continuano a sostenere i politici di vecchio stampo, non si realizza con le riforme fiscali, o con i contentini una tantum, non stiamo allevando polli in batteria, ma rendendo a ciascuno la possibilità di comprare il pane quotidiano, attuando una manovra di emissione di moneta comunale secondo leggi e metodi già sperimentati con efficacia in altre realtà del Paese.Al secondo punto del nostro programma c'è il rilancio dell'agricoltura che dopo trent’anni di “miracoli” industriali e di mistificazione del turismo, è diventata una strategia economica per scongiurare rapidamente il baratro.Il terzo punto prevede il tema sicurezza, intesa come valore di cittadinanza attiva e responsabile. Monitorare temi quali criminalità, insicurezza, inciviltà, disagio sociale, collegati direttamente a fenomeni tipicamente urbani, utilizzando a pieno le risorse umane e tecnologiche già a disposizione, indirizzandole per la formazione dei nostri figli, piuttosto che investirle in politiche fallaci di integrazione per chi ha più volte dimostrato di non volersi integrare.L'ultimo punto riguarda l'assistenza sociale, miriamo a mettere in primo piano gli anziani e le famiglie che vivono la realtà della disabilità e dell'emarginazione, facendo di loro una categoria privilegiata, dimostrando che hanno tutte le carte per dare il proprio contributo al resto della comunità.Sulla riga dei precedenti appelli alle forze politiche locali, il coordinamento ibleo del movimento nazional popolare, richiama tutti i candidati per la carica di primo cittadino ad attenzionare la differenza che esiste tra sintesi e compromesso, tra una comunione di immagini reali dello stesso panorama e la politica di centro che non è programmatica, ma morale.Siamo pronti a offrire il nostro contributo fattivo per questa campagna elettorale. Sicuri che l'unica ricetta per la svolta epocale tanto desiderata sia la nostra, qualsiasi sarà la lista in cui saranno presenti i nostri candidati saranno portatori sani di questa idea forza che ha in sé le caratteristiche di novità, semplicità, verità e necessità storica, di cui l'ultima, purtroppo, è quella che si percepisce maggiormente dalla cronaca dei suicidi di imprenditori strozzati dalle tasse.

Forza Nuova Coordinamento Ibleo
Il portavoce
Carmelo Modica

07/mag/2013

Le reliquie di San Pio da Pietrelcina a Modica

Le reliquie di San Pio da Pietrelcina saranno ospitate da domani a domenica nella chiesa del Carmine in piazza Matteotti. L’arrivo delle reliquie è previsto per le 20 presso la chiesa di S. Paolo di via Pellico. Da qui avverrà la traslazione presso la vicina chiesa del Carmine con una cerimonia che sarà presieduta da Mons. Angelo Giurdanella, vicario generale del vescovo di Noto, che officerà anche la celebrazione eucaristica.

Nel corso delle giornate in cui le reliquie saranno ospitate al Carmine saranno celebrate funzioni eucaristiche dai parroci della comunità cittadina alle 10, alle 19 ed alle 21. Una veglia di preghiera è prevista venerdì e sabato alle 21.30. Ogni giorno si terrà la liturgia delle Ore con questa scansione: alle 9.45 le lodi mattutine, l’Ora Media alle 11, i Vespri alle 18.30, l’Ufficio delle Letture alle 20.30. Per consentire l’afflusso dei fedeli la chiesa resterà aperta dalle 8 alle 22. L’arrivo delle reliquie è molto atteso in tutto il territorio e dalla comunità cristiana per cui è stato previsto un servizio d’ordine per regolare le visite.

Oltre alle reliquie saranno in mostra paramenti sacri ed oggetti appartenenti a Padre Pio direttamente proveniente dal santuario di Pietrelcina che ha scelto la chiesa del centro storico cittadino per un evento che si annuncia molto partecipato.
L’ On Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, in merito al nuovo tragico episodio di violenza che ha colpito una giovane donna, Ilaria Leone, nel livornese, comunica: “ Forza Nuova prende atto che i cittadini italiani e in particolare le giovani donne sono abbandonate dallo stato, evidentemente troppo impegnato a ricercare e perseguitare su facebook chi critica civilmente la neo presidente della camera.
Come già successo la settimana scorsa in Veneto, un’altra giovane donna è stata violentata e uccisa e come sempre più spesso accade gli autori di questi gesti vili e animaleschi sono clandestini, africani, con numerosi precedenti penali, spacciatori di droga, più volte espulsi dal territorio nazionale ma in realtà, come dimostra la cronaca, completamente liberi di circolare in Italia.
La cronaca, anche quotidiana, dimostra da un lato sia la giustezza e la preveggenza delle teorie forzanoviste in tema di immigrazione e cittadinanza, dall’altro il fallimento totale dell’attuale classe politica di destra e di sinistra ovvero di chi vuole imporre a tutti i costi un’integrazione forzata.
Forza Nuova intende sapere cosa pensa degli ultimi fatti di cronaca la neo ministra dell’integrazione che in un passato recente in diverse manifestazioni di piazza e nelle ultime ore in televisione, ha sempre difeso, in maniera arrogante e presuntuosa, il concetto di integrazione, di cittadinanza per tutti, arrivando persino a respingere la qualifica di clandestino. Forza Nuova intende sapere se lo stato che chiede il sangue ai cittadini ma che non da nulla in cambio, pensa di provvedere alla sicurezza delle proprie donne o se questo compito deve essere delegato al Movimento.
Forza Nuova chiede le dimissioni del ministro dell’integrazione e chiede l’espulsione immediata di tutti gli extracomunitari presenti sul territorio nazionale, anche perché, con i tempi che corrono, non ci stupiremo se tra qualche settimana, mese o anno, uno di loro, con un curriculum da pregiudicato e clandestino, in nome della tolleranza, dell’integrazione, dell’anti razzismo, possa diventare presidente della repubblica.

On Roberto Fiore
Segretario Nazionale Forza Nuova


05/mag/2013

il tritacarne dell'informazione: 05/05/13 un pò di qua e più di là ... *

Livorno, la famiglia: “L’omicidio di Ilaria evitabile con l’espulsione degli irregolari”

I familiari hanno espresso il proprio rancore: "Sconvolge sapere che il presunto omicida sia destinatario di plurimi decreti di espulsione mai eseguiti". Dall'autopsia sul corpo di Ilaria Leoni, la 19enne trovata morta in un uliveto nel livornese, risulta che la giovane sia morta soffocata dal suo stesso sangue dopo un violento pestaggio. Sul suo corpo anche tracce di sperma

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Governo, dopo frasi anti-gay Letta toglie le pari opportunità a Biancofiore

Cambiate in corsa le deleghe al neosottosegretario alla presidenza del Consiglio: si occuperà di Pubblica amministrazione e semplificazione. La decisione dopo le polemiche sulle frasi omofobe dell'esponente Pdl e le repliche piccate alle associazioni per i diritti degli omosessuali

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Integrazione, obiettivo ius soli. Il ministro Kyenge: “Aprire dialogo tra parti”

Da Modena, la titolare dell'Integrazione spiega che priorità della sua attività è "il riconoscimento della legge per la cittadinanza". E incassa l'appoggio della presidente della Camera Laura Boldrini: "In Italia sarebbe veramente auspicabile rivedere la legge sulla cittadinanza".

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Gb, vice presidente del Parlamento accusato di stupro rilasciato su cauzione

Nigel Evans, 55enne deputato dei Tories era stato prelevato dalla polizia per essere interrogato riguardo alle due presunte aggressioni, una avvenuta nel luglio del 2009 ed un’altra lo scorso marzo, a Pendlenton, nel Lancashire. Il vice presidente del Parlamento britannico, 55 anni, gay dichiarato, arrestato perché sospettato di aver violentato due ragazzi ventenni tra il 2009 e il 2013.

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Governo Letta, il grande ritorno di Micciché. Sponsorizzato da Dell’Utri

Nonostante i recenti insuccessi elettorali, l'ex vicerè di Berlusconi in Sicilia conquista la poltrona di sottosegretario alla presidenza del consiglio, con la ghiotta delega alla Pubblica amministrazione. E nella prima intervista ringrazia i buoni uffici del Cavaliere e dell'ex senatore imputato di concorso esterno. 

 

* liberatamente tratti da= http://www.ilfattoquotidiano.it/

 

 

 

 

24/apr/2013

25 Aprile: Festeggi?

Giuseppina Ghersi ebbe forse (o probabilmente) una sola colpa nella sua vita: aver scritto un tema che la maestra inviò al Duce, ottenendone i complimenti, seppure la piccola venne sospettata di collaborazionismo con i nazifascisti, già dal 1944. In ogni caso, prigioniera dei partigiani morì terribilmente, dopo atroci violenze, nel campo di prigionia dove venne rinchiusa con i genitori, miracolosamente scampati alla stessa fine:

… erano terribili le condizioni in cui l’ avevano ridotta, evidentemente avevano infierito in maniera brutale su di lei, senza riuscire a cancellare la sua giovane età… Una maschera di sangue, con un occhio bluastro, tumefatto e l’altro spalancato sull’inferno. Ricordo che non riuscivo, come paralizzato, a staccarmi da quella povera disarticolata marionetta, con un braccio irrigidito verso l’ alto, come a proteggere la fronte, mentre un dito spezzato era piegato verso il dorso della mano… 

Gianpaolo Pansa, nel suo Il Sangue dei Vinti: «… La mattina del 25 aprile, una ragazzina di 13 anni, Giuseppina Ghersi, studentessa delle magistrali alla “Rossello”, venne sequestrata in viale Dante Alighieri e scomparve. Apparteneva a una famiglia agiata, commercianti in ortofrutticoli. I Ghersi non erano neppure iscritti al PFN. Soltanto un loro parente, Attilio M., 33 anni, operaio, aveva la tessera del partito. (…) Forse era proprio costui all’origine del sequestro di Giuseppina. Secondo Numa, che ha ricostruito l’intero episodio, durante la guerra civile la ragazzina poteva aver visto qualcosa che non doveva vedere e l’aveva riferito all’Attillio. (…) I rapitori di Giuseppina decisero subito che lei aveva fatto la spia per i fascisti o per i tedeschi. Le tagliarono i capelli a zero. Le cosparsero la testa di vernice rossa. La condussero al campo di raccolta dei fascisti a Legino, sempre nel comune di Savona. Qui la pestarono e la violentarono. Una parente che era riuscita a rintracciarla a Legino la trovò ridotta allo stremo. La ragazzina piangeva. Implorava: “Aiutatemi!, mi vogliono uccidere”. Non ci fu il tempo di salvarla perché venne presto freddata con una raffica di mitra, vicino al cimitero di Zinola. Chi ne vide il cadavere, lo trovò in condizioni pietose.

Le manif pour tous: alcune testimonianze **

di Franciscus Pentagrammuli e Andrea Virga

Nonostante il silenzio pressoché totale della stampa e dei media italiani, qualcosa  sta succedendo in Francia: da più di una settimana, milioni di manifestanti pacifici (fra cui sono ragazzi e ragazze, padri e madri di famiglia, ebrei, musulmani, ragazzi di parrocchia, omosessuali non politicizzati, preti) in tutto il paese protestano, in gigantesche manifestazioni a livello nazionale o in più piccole azioni di protesta simbolica locali, ma sempre notevoli per il numero dei partecipanti e, soprattutto, per la loro costanza (non passa un giorno o una notte, senza che vi sia almeno una manifestazione), contro la legge in discussione al parlamento (discussione repentinamente accelerata ed ostacolata nel suo aspetto di opposizione dal partito socialista al governo) sui matrimoni omosessuali.


Tali manifestazioni (marce disarmate, veglie notturne nei prati della capitale, contestazioni ad alta voce contro ministri o sostenitori della legge, letture pubbliche di classici della letteratura francese…) vengono puntualmente represse con la violenza dalla polizia (ormai stabilmente in assetto anti-sommossa, e con effettivi oltremodo numerosi e rinforzi mandati a Parigi da tutto l’Esagono) agli ordini del ministro degli Interni Manuel Valls. Violenza significa: gas lacrimogeni, manganelli, arresti, maltrattamenti vari… (qui un commovente e scandaloso esempio, risalente a giovedì sera; immagini che si commentano da sole in un breve video).


Tuttavia, le autorità non smettono di sminuire tali proteste, togliendo sempre qualche centinaio di migliaia di partecipanti al conto delle manifestazioni, e demonizzando i contestatori come “estremisti e fascisti” (mai si erano visti in Francia tanti fascisti come in questi giorni!).
Presentiamo qui tre testimonianze, prese da un sito cattolico (sì: integrista!) francese: Le rouge et le noir.
Si tratta di due dei 67 ragazzi e ragazze arrestati e tenuti in guardia a vista da Domenica notte e lunedì pomeriggio per aver preso parte ad una veglia pacifica e silenziosa davanti all’Assemblea Nazionale, e di un terzo giovane che, ad una di queste veglie, essendosi interposto fra un poliziotto e un deputato per difendere questi dall’aggressione poliziesca, ha ricevuto percosse e maltrattamenti ed è stato arrestato, per poi passare alcuni giorni in ospedale a meditare sulla umanità dei servizi d’ordine della Repubblica.
* * *
Testimonianza di Carol Ardent
Arrestati a mezzanote e cinquanta, con Ambrogio Riva, Louis Jaeger e Carl Moy-Ruifey, mentre manifestavamo pacificamente e silenziosamente, malgrado la presenza di I-Télé e del senatore Yves Pozzo di Borgo, ecco ciò che abbiamo vissuto.
Abbiamo aspettato più di tre ore fuori, davanti il commissariato, senza sapere ciò che sarebbe successo. Siamo stati perquisiti, e alcune delle nostre cose sono state confiscate, secondo lo stile proprio dei gendarmi mobili: le nostre coperte della nonna sono state registrate quali “coperte di tipo militare”. Ci aspettavamo un semplice controllo d’identità. E’ stato entrando nel commissariato che apprendemmo non trattarsi di normali controlli di routine. Eravamo stati messi in guardia a vista. Secondo i gendarmi mobili e i poliziotti, «Gli ordini vengono dall’alto». Essi sono i primi ad essere sorpresi del trattamento inflittoci: preferirebbero occuparsi dei veri delinquenti.
Veniamo messi in cella. Le 24 ragazze che ci accompagnano stanno in una sola cella, ammassate fra manifestanti malate, scioccate, spaventate. Fra il vomito e le lacrime, tengono duro. Gli uomini non si demoralizzano, e continuano a cantare tutta la notte, accompagnati dai sorrisi complici delle guardie. Altri improvvisano delle riunioni politiche segretissime sotto lo sguardo delle telecamere della prigione.
Tuttavia, alcune cose ci ricordano che siamo in prigione: non sappiamo l’ora, non possiamo comunicare con l’esterno; siamo privati della nostra libertà di movimento, di un buon letto, di nicotina, e di buon cibo; dobbiamo andare al bagno sotto la sorveglianza di una signorina, peraltro molto accomodante e, soprattutto, non sappiamo quando potremo uscire. E’ dura.
I poliziotti, molto scocciati di doverci infliggere tutto ciò, quando condividono tutte le nostre opinioni e sanno che noi siamo quella gente riconoscente per il loro servizio, ci autorizzano ad uscire dalle celle e a camminare nel commissariato senza manette. E’ ben poco.
Alle 17.10, sono stato fra i primi 10 manifestanti a ritrovare la libertà. Un comitato d’accoglienza, raccolto dalla Manif Pour Tous e dal Printemps Français, ci acclama. Ci teniamo a ringraziarli in questo articolo: fu una vera gioia vederli.
* * *
Testimonianza di Louis Jaeger

00:30 - Il campeggio è folcloristico. I gendarmi arrivano in massa e ci accerchiano rapidamente. Il senatore Yves Pozzo di Borgo, che indossa una sciarpa tricolore, viene a darci sostegno. Ma un’altra persona, sconosciuta e in abiti borghesi, si avvicina dalle linee dei gendarmi, anch’egli con una sciarpa tricolore. Grazie al suo megafono, domanda ai campeggiatori di disperdere l’assembramento. La confusione regna e i gendarmi formano allora un cerchio più ristretto quindi ci trascinano via come cespi d’insalata, noi che siamo aggrappati gli uni agli altri con le braccia e le gambe. Una volta “riempito il cesto”, piuttosto rapidamente, i gendarmi sloggiano gli ultimi recalcitranti, quindi partiamo.
1:00 - Iniziamo a vedere il commissariato: un grande portico con cancelli ricoperti di filo spinato. I campeggiatori e le campeggiatrici sono divisi dalle lunghe e compatte file di gendarmi e poliziotti. Dopo varie ore di attesa, entriamo uno per uno nel commissariato. Nel frattempo, dei membri delle forze dell’ordine ci parlano, in un’atmosfera più distesa. Non capiscono. Da un lato, nessuno qua sembra conoscere il luogo, perché delle unità dei diversi commissariati di Parigi sono state richiamate per l’opera. Molta gente, per 67 campeggiatori. D’altro lato, noi discutiamo con loro e alcuni ci esprimono il loro malcontento. Per uno di essi, questa immagine ricorda dei momenti oscuri nella storia della polizia francese, per degli altri, si tratta di una vasta operazione politica: «Non abbiamo mai riservato un tale trattamento agli agitatori LGBT né mai messo in guardia a vista per così poco, quando i manifestanti dell’estrema sinistra si sarebbero meritati dieci volte di più, visto il loro comportamento. Ma gli ordini vengono dall’alto». La parola è stata detta: «Guardia a vista». Stupore. Pensavamo di essere sottoposti ad un semplice controllo d’identità. I pochi uffici sono pieni da scoppiare, e gli agenti sono stupefatti.
3:15 - Arrivo infine davanti ad un agente di polizia giudiziaria per firmare le carte riguardanti la mia guardia a vista. Mi mandano in una sala sorvegliata assieme a degli altri, poi veniamo minuziosamente perquisiti: cellulari, gioielli, cinture, stringhe delle scarpe… tutto è proibito. Durante questa procedura, l’agente mi confida il suo disappunto: «Qualcosa in questo paese non funziona: perché eravate là? Per il matrimonio omosessuale? E’ disgustoso, sono desolato di dover farvi questo. Tutto passerà, non preoccuparti». Capisco allora il contesto: degli agenti chiamati apposta per sorvegliarci e schedarci, un vasto dispositivo che oltrepassa largamente i quattro funzionari di polizia dei trasporti che gestiscono normalmente questo commissariato in cui ci troviamo.
3:45 - Sono senza orologio, ormai senza più la cognizione del tempo, ed entro in una cella umida, untuosa, putrida. Una sala con delle panche attaccate ai muri, 20 metri quadrati più o meno, nella quale sono buttate 21 persone. La cella delle ragazze deve accoglierne 24, con delle tracce e l’odore del vomito come antipasto per le lunghe ore d’attesa in queste stanze umide e in cui regna un calore spossante. Le altre stanze tengono 14 (che non hanno abbastanza posto per stare tutti seduti) e 7 persone, rispettivamente. La respirazione e la condensa in uno spazio tanto ristretto rendono rapidamente l’aria irrespirabile.
Comprendiamo che dovremo passare delle lunghe ore qua dentro, ma il coraggio non manca. Iniziamo allora il repertorio dei canti sboccati, tradizionali, militari: “La strasbourgoise”, “Fanchon”, “la Madelone” (perché avevamo veramente molta sete), e “les Partisans blancs” e il “Kyrie des Gueux”, qui ci danno dei colpi al cuore.
A contatto con gli agenti di polizia, constatiamo il loro stupore: «Voi non siete proprio la nostra clientela abituale», «E’ raro sentire dei canti dalle celle, non c’è male!». Bisogna dire che tutto l’edificio risuonava di quelle parole francesi, sia dalla cella delle ragazze che da quelle dei maschi.
Faccio conoscenza con i miei compagni di cella. Ci sono diversi motivi, ma soprattutto una vera inquietudine: la guardia a vista si annuncia difficile, ma noi stringiamo i denti, letteralmente, perché non avevamo scelta. Non posso che rimanere seduto per quasi 6 ore, degli altri dormono sul pavimento, pieno di capelli, di immondezze, di sporcizia, e impregnato di un forte odore d’urina. Un agente ci informa che un’altra cella è occupata dagli aggressori che hanno accoltellato Samuel Lafont (un deputato di destra fortemente contrario alla legge sui matrimoni gay n.d.t.), ma anche una persona arrestata per violenza sessuale. Siamo in buona compagnia.
Verso le 10 - Dopo una notte e una mattinata nelle celle lugubri e insopportabili dove non è stato possibile dormire, un superiore fa aprire tutte le porte e ci permette di sederci nel corridoio areato: finalmente respiriamo. Un medico è venuto a visitare la cella dove sono ammassate le ventiquattro ragazze. Ha ordinato la loro evacuazione, tanto l’aria era irrespirabile e le condizioni di detenzione scandalose. Molto fortunatamente, lo stesso regime di aria pulita è applicato anche a noi.
Questo stesso agente ci porta dei piatti per il pranzo, durante il quale il direttore, con il berretto da ufficiale di polizia in testa, passa fra le gambe dei “delinquenti” facendo qualche riflessione sul nostro “trattamento di favore”, in una atmosfera glaciale.
La comprensione degli agenti di polizia e la loro prossimità ci permettono di pazientare più facilmente. Durante gli interrogatori dei campeggiatori davanti agli agenti di polizia giudiziaria, continuiamo a tentare di dormire qualche minuto sul pavimento.
Verso le 17 - Cominciamo a partire quindi ci ritroviamo finalmente all’aria aperta e alla luce del sole, mentre numerosi sostenitori ci applaudono. Le telecamere i giornalisti ci saltano addosso: «A quale gruppo appartenete?», «Come vi chiamate?», «Siete tutti cattolici, vero?». Abbiamo ritrovato il mondo esterno, un altro calvario.
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Lettera di un manifestante molestato
Ecco una lettera diretta al deputato Poisson, da parte di una persona vittima delle violenze poliziesche di ieri sera.
Signor Deputato,
Ho avuto il piacere di incontrarvi ieri e di salutarvi nel ringraziarvi della vostra presenza alla manifestazione del 16. Ho dimenticato di felicitarmi per la vostra proposta di legge sulla protezione dei deputati che portano il nome d’un animale aquatico, finalmente una legge pertinente!

Allorché la situazione è degenerata, ero sul vostro fianco destro e mi sono interposto allorché voi – deputato della nazione, siete stato spinto. In quel momento, sono stato colpito al viso senza avvertimento da un celerino. Poi volendo ritirarmi, ho ricevuto altre tre colpi alla testa della stessa forza (forse non dalla stessa persona). Infine, capendo che intendevano “acchiapparmi”, m’hanno messo a terra, ma non essendo sufficienti 4 celerini a prendermi, uno m’ha infine tirato e trascinato per i testicoli. Per essere “deposto” in un furgone speciale (posto sul lato sinistro dell’ingresso della metropolitana, e non contenente nessuno). Una volta ripreso fiato, sono stato rapidamente rilasciato, mentre mi obbligavano a prendere la metro, allorché gli ho detto che non stavo bene. Vi assicuro che non ho sferrato alcun colpo e le mie uniche parole dovevano essere: “è un deputato”.
Appena uscito dal furgone sono stato fotografato e interrogato da un “giornalista fotoreporter”. La redazione di questa missiva mi è difficile, poiché esco ora dall’ospedale dove ero stato messo agli arresti fino al 18 incluso.
Ecco le foto di questa serata in allegato, utili ad ogni scopo.
Cordialmente
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Le testimonianze raccolte mostrano dunque che c’è stato un accanimento nei confronti dei manifestanti del tutto sproporzionato rispetto al loro comportamento, il quale è stato del tutto pacifico e non-violento. Inoltre, l’atteggiamento generale delle forze dell’ordine indica che questi veri e propri atti di violenza e di arbitrio, quali gli arresti di massa, non sono casi isolati o eccessi da parte di agenti di polizia violenti o stressati o di qualche ufficiale troppo zelante. Gli ordini di trattare con durezza i manifestanti, come se fossero dei criminali comuni, vengono direttamente dall’alto. Né è un caso che le questure abbiano pubblicato stime eccessivamente basse per quanto riguarda la partecipazione numerica alle manifestazioni.

Tutto questo non deve stupire. Il Ministro degli Interni è il liberalsocialista Manuel Valls, esponente di una sinistra liberale sul piano economico-politico, radicale sul piano sociale-morale e postmoderna sul piano filosofico. Egli rappresenta quindi una punta di diamante di quella che Del Noce ha definito “democrazia radicale di massa”. Valls, affiliato al Grand’Oriente di Francia e invitato diverse volte a presenziare alle riunioni del Club Bilderberg, ha più volte espresso le sue posizioni dichiaratamente laiciste e secolariste, affermando di voler inasprire le leggi laiciste del 1905, le quali a suo dire sarebbero troppo spesso aggirate. La sua intolleranza verso i credenti, siano essi cristiani o musulmani è ben nota. Questo spiega in parte perché siano state adottate simili misure poliziesche.

Tuttavia, questi fatti s’inquadrano in un contesto ben più generale, che tutti noi abbiamo avuto modo di sperimentare. Si tratta di quel clima di propaganda e di distorsione della realtà che permea determinati temi, cambiando attraverso l’uso sapiente dei media il significato delle parole, e arrivando a condannare e demonizzare non tanto i veri estremisti, quanto coloro che affermano posizioni del tutto pacate e normali. Così, chi si oppone – per fondati motivi sociali, economici e culturali – all’immigrazione di massa, è automaticamente considerato un razzista; mentre chi manifesta contro le proposte di legge omosessualiste viene tacciato di omofobia, anche se è assolutamente tollerante nei confronti delle persone con tendenze omosessuali. Dalla denigrazione mediatica all’odio e alla violenza, come mostra la storia del Novecento, il passo è breve.

Questo processo culturale di pervertimento dei costumi e di calpestamento del diritto naturale e comunitario da parte dell’arbitrio dell’individuo atomizzato e sradicato si può a ben ragione definire totalitario per vocazione, dal momento che non ammette alcun contraddittorio e nessun dissenso riguardo ai nuovi dogmi e ai nuovi tabù postmoderni. Uno dei cavalli di battaglia dell’attuale democrazia, su cui essa pretende di fondare la propria superiorità morale rispetto alle cosiddette dittature, ossia la libertà di espressione ne esce quindi del tutto smentito. Se opporsi, anche solo pacificamente, alle “magnifiche sorti progressive” è “colpa” passibile di arresti e maltrattamenti polizieschi (oggi, ma domani le pene potrebbero essere benissimo inasprite), allora che differenza rispetto a quei “totalitarismi” che riservavano lo stesso trattamento ai “nemici del Popolo” o “della Nazione”? Questa è una riflessione che dovrebbe riguardare tutti, non solo chi si sente minacciato oggi, ma anche chi potrebbe esserlo domani.

** FONTE= http://www.campariedemaistre.com/2013/04/le-manif-pour-tous-alcune-testimonianze.html