Stamane un nutrito gruppo di militanti di Lotta Studentesca, coadiuvati nella loro attività dai responsabili Provinciali di Forza Nuova, hanno svolto attività di militanza all'uscista dell'Ist. Tecnico Commerciale di Modica.
Distribuiti in pochi minuti oltre 500 volantini di propaganda del movimento studentesco e in difesa del "Crocifisso" nelle aule scolastiche italiane.
Il tutto si è svolto regolarmente suscitando curiosità da parte di molti studenti a quelle che sono le tematiche di Lotta Studentesca in merito alla difesa della identià culturale nazionale.
Alcuni di essi, inoltre, si sono adoperati a dare man forte ai giovani militanti, distribuendo anch'essi il materiale dato loro a disposizione.
Volantinaggio di LS a Modica
Pistoia: FN chiede Educatori Scolastici QUALIFICATI.
Alla luce dell'episodio di maltrattamenti su minori in un asilo di Pistoia, Forza Nuova chiederà al ministro Gelmini di provvedere al più presto affinché in tutte le scuole pubbliche e paritarie sia chiamato a operare personale docente ed educatori professionali provvisti di laurea specifica e non pseudoeducatori assunti dalle cooperative, spesso privi della qualifica richiesta per lavorare in un campo delicato come quello della scuola .
A tal proposito è ora che anche in Italia, come accade in tutte le altre nazioni europee , venga istituito l'albo professionale degli educatori e che soltanto a loro sia concesso spazio all'interno delle strutture scolastiche.
Si parla di qualità, di meritocrazia, ma sino ad oggi molto poco si è visto.
Forza Nuova chiede inoltre l'obbligatorietà della certificazione di idoneità psichica per tutto il personale operante nella scuola , dai dirigenti ai collaboratori (bidelli), e che deve essere soggetta a monitoraggio costante.
La mancanza del suddetto requisito deve costituire motivo di non assunzione in servizio o licenziamento per chi già lo è.
Si sa come sia logorante la professione docente; essa è molto spesso causa di stress e disagio e pertanto occorrono maggiori controlli.
E' assurdo che in Italia, una volta diventato di ruolo, il personale scolastico non sia più soggetto ad alcun tipo di verifica, se non in casi eccezionali e ad opera di dirigenti "coraggiosi" e responsabili.
E' assurdo anche che, quasi sempre, non si sappia cosa avvenga all'interno delle aule scolastiche dove, invece i controlli da parte dell'organo competente dovrebbero essere costanti e non certo annunciati.
Si inizi a riformare davvero la scuola in modo drastico e ad esclusivo vantaggio dell'utenza, senza ascoltare tante campane interessate soltanto a che non si apportino cambiamenti radicali e migliorativi, che tutelano i diritti di tutti tranne dei ragazzi .
Forza Nuova
MINARETI, FIORE: "SVIZZERA LIBERA, NOI SUDDITI DI LISBONA GRAZIE ALLA LEGA"

Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, afferma: "come di sovente, quando i popoli vengono chiamati a decidere in prima persona a proposito di determinate questioni scottanti e fondamentali per il futuro dell' Europa, fanno la scelta giusta, che piaccia o meno a chi li governa".Il no ai minareti è un importantissimo segnale politico-giuridico contro il processo di assuefazione all' Islam che i burocrati ci vogliono propinare. E' il segnale che aspettavamo, la conferma che alla Corte d'Europa che dice no ai crocifissi esiste il contrappeso dei popoli che dicono si alle loro tradizioni e no all' accettazione supina di precetti altrui, prosegue Fiore: "sono rimasto allibito nel sentire le dichiarazioni di esultanza di certi ministri leghisti. La Lega Nord infatti ha firmato il trattato di Lisbona, ed ha vincolato l'Italia alla sudditanza verso una ristretta cerchia di oligarchi. Questi oligarchi, se un giorno decideranno di imporci nuove moschee, lo potranno fare anche grazie alla Lega. La Svizzera invece, che non è paese membro dell' Ue e quindi non ha firmato alcuna carta autocastrante, può ancora permettersi di alzare la testa ed ascoltare il suo popolo. Forza Nuova pertanto chiede l'immediato ritiro dell' Italia dagli accordi di Lisbona"
L'invasione dell'Europa *
*Tratto da "Ordine Futuro" n. 7
http://www.ordinefuturo.info/costume-societa/230-linvasione-delleuropa
Dichiarazione del ministro australiano Peter Costello sull’immigrazione:
“Non sono contrario all’immigrazione, e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese, ed a quanto sembra anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.L’idea che l’Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da arte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese. Noi parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, e questo è chiaramente documentato nella nostra storia. Questo dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo. Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere, e vi offriamo la possibilità di viverci al meglio.Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene. Se non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene! Vi abbiamo accolto ed aperto le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese da cui siete partiti! Questo è il dovere di ogni nazione, questo è il dovere di ogni immigrante.”
Siamo abituati da gran tempo alla dialettica perbenista dei nostri politicanti, ed è per questo che ogni qualvolta giungono al nostro sensibile orecchio discorsi come questo, beh’, è come se respirassimo una boccata d’aria pura.Intendiamoci, a chi ha disposto l’anima ad una vita differenziata può sembrare un discorso tutto sommato logico e quasi banale; ma nel caos in cui è sprofondato l’Occidente anche le cose più ovvie e naturali sono sovvertite: parole quali sovranità, identità nazionale, tradizione, giuramento e bandiera sono dimenticate o peggio bistrattate.E se pure qualcuno ha le idee ben chiare sul fenomeno immigratorio, e sente prepotente il richiamo del sangue e del suolo, ebbene, deve fare i conti con una delle più infami leggi che lo Stato italiano abbia mai partorito: la famigerata “legge Mancino”. In nome dell’antirazzismo, universalmente riconosciuto quale valore più nobile e supremo, insieme ad altri e insignificanti vaghi “diritti dell’uomo” – coi quali si schiacciano i diritti dei popoli – si nega ai popoli bianchi la facoltà di esprimere liberamente le proprie opinioni in merito al fenomeno immigratorio. È giunto il tempo dello “psicoreato”: proprio come nel racconto “1984” di Orwell, la polizia vigila sul nostro pensiero affinché nessuna opinione non conforme osi contrastare il pensiero unico mondialista, che vuole l’Europa multirazziale, multiculturale e multireligiosa; in nome di un utopico, confuso e ormai scientificamente superato ugualitarismo illuminista. Per il legislatore non esistono più civiltà o culture superiori – per lui quella greco-romana e quella aborigena sono uguali… – e non esistono più vere religioni: è la fine della verità oggettiva ed il trionfo del relativismo. Se tutte le religioni sono uguali quale sarà mai quella vera, quella che appartiene al popolo per tradizione e per affinità naturale? L’Italia è, nonostante tutto, ancora una nazione nel suo complesso cattolico-romana. Ma ancora per poco: fra qualche anno questa esclusività religiosa si perderà nella palude del multiculturalismo, proprio come in America.Ma l’esperimento del melting-pot ha già prodotto i suoi velenosi frutti: gli scontri etnici sono all’ordine del giorno nelle metropoli del mondo occidentale, dove l’immigrazione ha raggiunto da decenni livelli critici: in America interi quartieri, se non addirittura città, vengono spontaneamente occupati in base all’appartenenza razziale – da negri, ispanici, orientali. E così anche a Londra, a Parigi e in tante altre città europee, comprese quelle italiane: la rivolta del quartiere cinese di Milano contro le Forze dell’ordine è solo un assaggio del potenziale di cui dispone attualmente la comunità cinese milanese. Ad una multa inflitta da un vigile ad un loro connazionale ha risposto compatta e aggressiva, senza esitazioni e soprattutto senza timore di ritorsioni da parte delle molli autorità italiane, supportati tra l’altro dal loro governo per bocca dell’ambasciatore. La domanda quindi sorge spontanea: essi e i loro discendenti potranno mai essere italiani o saranno sempre e comunque cinesi? Fra pochissimi anni arabi, africani, filippini, sudamericani e cinesi saranno il 15 percento della popolazione italiana, godranno dei nostri stessi diritti – senza tuttavia accollarsi i nostri doveri – e si faranno beffe delle nostre flaccide autorità democratiche e umanitarie. Come nel profetico racconto di Raspail, il “Campo dei santi”, il mondo bianco soccomberà perché ha rifiutato o dimenticato la propria Stirpe, “aiutato” in questo dalle menzogne velenose inoculate nel tessuto sociale della nazione dalla “libera” mediocrazia. Bisogna però intendersi sul concetto di Stirpe.Una Stirpe esiste quando dispone di tre fondamentali elementi: un patrimonio biologico, un patrimonio materiale, ossia il suolo e tutto ciò che vi è in esso, un patrimonio spirituale, ossia il complesso del suo mondo religioso e culturale, compresa la lingua.Per quanto gli apprendisti stregoni, progressisti e liberali insieme, si sforzino nell’affermare l’uguaglianza fra le razze umane, per quanto si sforzino nel dire che la convivenza di milioni di individui diversi per sangue e tradizioni sia possibile ad auspicabile, la Natura – che non ha opinioni preconcette e non mente mai – fa sempre il suo gioco, spietata e inesorabile.Il grande etologo austriaco Eibl-Eibesfeldt – che certo non era un anti-democratico – si era espresso chiaramente sulla questione: lo scienziato si chiedeva sino a che punto un popolo può sopportare, senza reagire, l’erosione di parti consistenti del proprio suolo da parte di comunità a lui storicamente estranee. Giunse all’amara conclusione che oltre una certa soglia di invasione, i gruppi etnici fra loro in competizione si sarebbero inevitabilmente scontrati. Accade naturalmente in tutto il regno animale e l’uomo non è immune da questa legge di natura – come dimostrato da un altro grande etologo, Lorenz.Il ministro australiano – che afferma, in linea di principio, di non essere contro l’immigrazione – avverte in sostanza il Terzomondo: se non vi piace la nostra Croce, ossia il nostro patrimonio religioso e culturale, andatevene e non tornate mai più – chissà dove, magari in Italia…Eppure in Australia, una terra immensa con una bassissima densità popolare, l’immigrazione di individui dal Terzomondo non ha raggiunto le drammatiche proporzioni dell’Italia o del resto d’Europa: i barconi girano al largo dalle sue coste, fuori dal tiro dei cannoni della marina militare. Con la fine del colonialismo, fine imposta dai vincitori della II Guerra mondiale – ma per assurdo chi ci ha rimesso di più è stata proprio l’Inghilterra, che vincendo ha perso il suo glorioso impero, costato secoli di durissime battaglie – il Terzomondo viene abbandonato dalle nazioni bianche per cadere nelle braccia di tiranni locali e multinazionali senza scrupoli come la Monsanto.Gli eserciti europei, come già le legioni romane, calcavano lontane terre assolate e piantavano le bandiere dei loro padri, conquistavano – col sangue certo, e col ferro e col fuoco – ma portavano anche la civiltà in luoghi dove l’orologio del tempo era fermo al neolitico. Dove vi erano capanne sorgevano ridenti villaggi, al posto di malsane paludi sorgevano lussureggianti giardini e intere distese di terre incolte venivano trasformate in ricchi pascoli e biondi campi di grano.Oggi è politicamente scorretto parlare di conquiste ed espansioni coloniali: ma, e anche questa è una spietata legge di natura, laddove non vi sia un popolo unito, determinato, dotato di intelligenza e costumi elevati, i conquistatori hanno sempre imposto la loro volontà.Lo fa l’America, e chiama tutto questo lotta al terrorismo e guerra per la democrazia – e con una profonda differenza: il popolo americano non beneficia delle conquiste, ma se ne avvantaggiano le note lobbies; e nemmeno i popoli soggiogati ne ricevono vantaggi in termini di civiltà. E lo stesso si può dire di Israele: per difendere le sue colonie è costretta a ricorrere al necessario e vitale aiuto degli USA, economico e militare, nonché all’appoggio della servile mediocrazia occidentale. E, anche in questo caso, gli occupati non traggono alcun vantaggio economico o civile dalla presenza dei coloni.Chi ha vissuto l’Africa vera – non quella dei lussuosi villaggi turistici americani a cinque stelle – si sarà certamente reso conto della passività atavica che caratterizza le sue genti. Privi di iniziativa e di un alto senso di civiltà, abbandonati dalla guida degli europei che li sosteneva nello sviluppo economico e morale, sono facili vittime di faide interne e sanguinosissime guerre tribali – i massacri in molte regioni africane, come la Somalia “libera” dai coloni italiani dal 1947, sono all’ordine del giorno, nella quasi completa indifferenza del mondo occidentale.Complice, insieme ai cospiratori massoni, ai socialisti e ai liberali è oggi purtroppo anche gran parte del clero che, sotto la spinta del pensiero postconciliare, è divenuta fanaticamente terzomondista, e guarda con disprezzo alle antiche avventure coloniali.Il mondo quindi gioisca: ora il Terzomondo è libero! E l’Occidente può ammirare in tutto il suo splendore la prosperità e l’alto livello di civiltà raggiunti…E così milioni di disperati, col loro bagaglio religioso e culturale, con le loro malattie esotiche, con le loro braccia forti, spesso accecati da un odio profondo per le nostre tradizioni e il nostro benessere, spinti da un clero modernista e dai suoi improbabili alleati liberal-progressisti, si riversano quotidianamente in Italia.E a questi miserabili si aggiungono gli zingari – o, più elegantemente rom. Gente inassimilabile al tessuto sociale della nazione, da lunghissime generazioni dedita al nomadismo e che rifiuta, quasi per partito preso, di lavorare onestamente come i popoli che li ospitano.L’Europa, se fosse un’autentica federazione di Stati liberi e sovrani, uniti da una comune politica, dovrebbe ribellarsi a tale invasione. Ma non lo fa, perché è dominata dalle banche e dall’alta finanza che ne decide le sorti. E le banche e l’alta finanza, sappiamo benissimo esser dominate dalle lobbies mondialiste.Per Forza Nuova e per chiunque guardi al mondo con atteggiamento differenziato, non è certamente solo un problema di ordine pubblico – siamo perciò distanti dalla politica demagogica della Lega – ma ai nostri occhi si presenta una minaccia ben più grave: la perdita della nostra identità etnica e culturale.Non saremmo tuot court contro l’immigrazione, se il fenomeno fosse limitato a qualche migliaio di individui che potessero dimostrare di avere una sana costituzione, un lavoro stabile e una fissa dimora e che – soprattutto – mostrassero la seria intenzione di apprendere capacità tecniche e professionali da utilizzare poi nei propri Paesi di origine per innescare un vero processo di sviluppo civile, economico e sociale. Ma purtroppo la realtà oggi è ben diversa: una volta che l’invasione sarà definitivamente compiuta che ne sarà del nostro patrimonio genetico e culturale, di quel che rimane della nostra weltanschauung? Seppellita per sempre.Senza una presa di coscienza dei popoli europei – al momento solo l’Irlanda sembra essere meno succube del lavaggio del cervello mediatico e della prepotenza degli eurocrati di Bruxelles – e senza una èlite politica che li sostenga nella necessaria rivolta, l’Europa, così come oggi la conosciamo, verrà spazzata via, insieme a quel che rimane della sua plurimillenaria civiltà.E all’ombra delle moschee, dei fetidi campi rom e dei ghetti cinesi, dei bar indiani e delle macellerie arabe, delle onnipresenti pizzerie egiziane e negozi di carabattole cinesi vedremo affossare per sempre il nostro glorioso passato.Mai nella loro lunga storia i popoli europei sono rimasti così passivi di fronte all’invasore: in passato hanno sempre difeso il la loro terra dalle minacce esterne, con la tenacia e la determinazione del dominatore. Alle Termopili, a Lepanto, a Vienna, in Ungheria, con la reconquista in Spagna, gli invasori hanno assaggiato l’acciaio delle spade europee, e sempre sono stati cacciati via.Nel corso dei secoli passati neanche il peggior monarca e il più inadeguato dei papi avrebbero mai messo in discussione il valore dell’amor di patria: i popoli sentivano nel profondo il senso di appartenenza ad una comunità di destino. Non erano ancora malati di individualismo: troppi italiani d’oggi, chiusi nei loro appartamenti climatizzati, nelle loro automobili intrappolate nel traffico, nei loro uffici asettici, non vedono la minaccia che incombe sulla nazione – almeno finché un immigrato non li desti violentemente dal sogno umanitario con uno stupro, un furto, una rapina o un omicidio…Ora che nella melassa del politicamente corretto si è persa l’abitudine di chiamar le cose col loro nome – giacchè i ciechi son divenuti non vedenti, gli handicappati diversamente abili, le puttane lucciole e gli invertiti gay – nessuno ha il coraggio di parlare d’invasione.Ha detto bene il ministro australiano: l’idea della società multiculturale è servita soltanto a dissolvere la sovranità e l’identità nazionale.E sarà difficile fra qualche anno parlare ancora di popolo italiano, così come oggi non si può parlare di popolo americano. Quando in una nazione sono presenti, poniamo il caso, un 10 percento di neri, un 20 percento di arabi, un 10 percento di cinesi, un 10 percento di zingari e un 20 percento di sudamericani, contro un rimanente 30 percento di indigeni italiani, è ancora possibile parlare di popolo italiano?La crisi economica mondiale che fra non molto affonderà del tutto le economie occidentali, non farà che aggravare la situazione. Gli invasori sono più forti di noi, sono abituati alle privazioni: quando la crisi raggiungerà il culmine questa massa probabilmente ci seppellirà.Il miracolo della globalizzazione, decantato nei salotti buoni dei talk show, alla Bocconi, nelle aule parlamentari, dall’ONU e da Bruxelles, nonché dai centri di potere quali il Council on Foreign Relations, ha voluto l’abbattimento delle frontiere, ha scatenato la libera circolazione di merci, capitali e esseri umani.I popoli europei sono moralmente disarmati di fronte agli aggressivi e coriacei invasori – il londinese Times addita addirittura gli italiani fra la gente più maleducata: “tre volte quest’anno, scrive il giornalista, mentre cercavo di scendere dal metrò sono stato ricacciato indietro da gente vestita in modo sciccoso che spingeva per entrare prima che i passeggeri fossero scesi, e tutte le volte si è trattato di gente che parlava fitto in italiano. Come paragonare l’Italia moderna, fatta di consumismo, televisione spazzatura, smania per le mode e insensata adorazione delle celebrità, con l’Italia di Venezia, Da Vinci, Verdi e Medici?”. Mi dispiace, ma non riesco proprio a dargli torto!Mentre i ricchi e i politicanti siedono comodamente sui loro Cayenne, veleggiano abbronzati sui loro yacht e si ritagliano oasi felici incontaminate dall’immigrazione, la classe media sta scomparendo e vive quotidianamente sulla propria pelle il fallimento del mondialismo. Ma che si può pretendere dal popolo italico? Imborghesito sino al midollo, saprà fare a meno di sky e della tv al plasma, del calcio, delle droghe, delle discoteche, delle vacanze di massa, dei due abbondanti pasti al giorno? Stiamo pur certi che gli invasori non sono avvezzi ai comfort occidentali. Loro i figli li fanno eccome, i vecchi non li mettono negli ospizi, le loro mogli non sono in carriera, non sono impegnate nel sociale, e accudiscono la numerosa prole – e diciamo la verità, gli islamici sanno proteggere le figlie meglio di noi!Dall’Australia – non ci sono mai stato ma ho il sospetto che sia un paese più civile del nostro – il ministro dice chiaramente agli immigrati: se non accettate la nostra bandiera, la nostra religione e il nostro modo di vivere andatavene!Da noi è possibile fare un discorso simile, quando i primi a non rispettare la bandiera – ossia la Patria – e la religione sono proprio gli italiani?Occorrerebbe quindi – e questa è proprio un’opera colossale! – quella grande rivoluzione spirituale predicata da Leon Degrelle. Gli europei devono ricominciare ad amare la Patria, ad onorare gli Avi, a rispettare il sangue, devono riconciliarsi con Dio, riprendersi la propria Storia e investire tutto sulla famiglia tradizionale.Si tratta quindi di una guerra senza frontiera contro massoni, socialisti, liberali e preti della Caritas.E occorre, per l’Italia, smascherare finalmente la Lega e le sue millanterie, le sue promesse costantemente tradite e i suoi capi-tribù. Che vadano al diavolo anche loro, insieme alla “Padania” e al federalismo fiscale!La guerra di liberazione dall’invasione parte anche da qui. Ma non abbiamo molto tempo…
Angelo Galluzzi
C.Z. Codreanu
