"Questi dati smascherano la demagogia di chi continua a ripetere che gli immigrati sono una minaccia - commenta Andrea Olivero, presidente nazionale Acli - senza di loro il Paese imploderebbe e accoglierli civilmente non è solo atto umanitario, ma intelligente strategia per il futuro. Per questo è giusto chiedere che cambi la politica dei flussi, andando al più presto a prendere atto di chi già oggi lavora utilmente nel Paese e ancorando le cifre dei nuovi permessi alle reali necessità. Ci fa piacere che il ministero del Lavoro guardi ai dati con realismo, perché soltanto in questo modo sarà possibile avviare finalmente quel governo del fenomeno immigrazione che è mancato in questi anni, dominati da un'ottusa logica di mero contenimento, che peraltro è fallita. Nessuno, la Lega si metta il cuore in pace, può fermare un flusso che ha ragioni così forti sia nei Paesi di provenienza, sia nel nostro, come ci dicono i dati. Perciò l'integrazione è la scelta insieme più civile e più realistica".
Il ragionamento dell'articolista di repubblica non fa una grinza.
Ma solo se si prende per buono il sistema di riferimento su cui è fondata l'ideologia occidentale.
Cioè il predominio dell'economia su ogni valore.
In realtà l'economia moderna è nata come "scienza" nel settecento quando pensatori liberali come Adam Smith ipotizzarono una umanità composta di esseri umani tutti uguali in tutto il mondo.Niente popoli,razze ed etnie ma solo individui tutti uguali e tutti simili nella volontà di guadagnare il più possibile e spendere al prezzo più basso.
E quindi integrabili in un sistema mondiale fondato sul dinamismo della domanda e dell'offerta.E che grazie a questo garantirebbe lo sviluppo della massima ricchezza possibile.
Da questo punto di vista lo spostamento di aziende italiane all'estero e l'importazione di stranieri in Italia sono parti dello stesso meccanismo che se non la ricchezza globale assicura certamente quella degli investitori di capitale.
Ma il problema è che le società umane non si basano sul calcolo economico.Non sull'ottimizzazione individuale del massimo profitto economico.
Ma sullo spirito di sacrificio dei suoi componenti,pronti a considerare IL BENE COMUNE più importante di quello del singolo.
Quanto sarebbe facile truffare e imbrogliare quando se ne avesse l'occasione,magari con posizioni di responsabilità.
O fuggire di fronte ai doveri e ai pericoli.
O semplicemente infischiarsene della politica e della società.
Ma questa è semplicemente la disgregazione della società,la guerra civile molecolare di cui parlava Ortega y Gasset.
Che a differenza delle contese politiche non serve neppure a creare nuove unità.
Gli italiani si estinguono sotto il fuoco incrociato della denatalità e dell'immigrazione?
Non c'è problema,li si sostituirà con materiale umano meno costoso.
La classe dirigente liberaldemocratica non ha bisogno di legami di comunità con i sudditi.
Ma non ne avrà neppur quando ne avrà bisogno.

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