16 feb 2011

Chip: Controllo della libertà.

Articolo apparso su Corriere della Sera nel lontano 2004:


Usa, sì al microchip sotto pelle per uso medico
La Food and Drug Administration dà l'ok alla vendita negli States. in Italia uno studio sull'opportunità dell'utilizzo
NEW YORK - Microchip impiantati sottopelle e contenenti preziose informazioni sulla salute. La Food and Drug Administration, ente statunitense per il controllo di alimenti e farmaci, ha dato il suo permesso alla vendita dei microchip VeriChip, prodotti in Florida dalla Applied Digital Solution, e al loro impiego in campo medico. «Il dispositivo», sostiene l'azienda di Delray Beach, Florida, «potrebbe salvare vite umane».

Il VeriChip (foto AP)
UN GRANELLO DI RISO
 -VeriChip è grande quanto un granello di riso e viene inserito sotto la pelle del braccio o della mano con una siringa. Non contiene dati, ma soltanto un numero. Una cifra personale che permette ai dottori di identificare la persona e risalire alla scheda medica che contiene tutti i dati su diagnosi, malattie e trattamenti di cura. Pazienti con patologie gravi o croniche sarebbero quindi i primi utilizzatori del chip. Unica condizione: che pronto soccorsi e reparti d'emergenza si dotino degli appositi lettori di microchip. Risultato, secondo l'azienda statunitense: diagnosi più veloci, vite salvate e riduzione del rischio di errori nella somministrazione di farmaci.
TIMORI - L'apertura della Food and Drug Administration verso l'utilizzo di un dispositivo considerato invasivo non placa però i timori e la diffusa resistenza all'utilizzo di un oggetto che evoca scenari cupamente orwelliani. Controllo e invasione della privacy sono tasti delicati e l'uso per scopi medici del microchip potrebbe essere solo l'inizio della diffusione di un ulteriore strumento di «sorveglianza».
ANIMALI DOMESTICI - Circa un milione di animali domestici negli Usa hanno già il loro microchip: li hanno fatti installare i loro padroni per non perdere mai le tracce dei loro amici a quattro zampe. Per favorire l'utilizzo umano e medico del VeriChip negli USa la Applied Digital ha annunciato che fornirà gratis a più di 200 ospedali e istituti gli scanner per leggere i dispostivi sottocutanei.
IN ITALIA - Ma VeriChip ha già varcato i confini degli Stati Uniti. E' approdato in Messico, dove, fa sapere la società distributrice Solusat, già mille persone vivono con il loro microchip sotto pelle. Nel paese centro americano VeriChip viene utilizzato anche dal procuratoregenerale della Repubblica Rafael Macedo de la Concha e dagli uomini che lavorano con lui: in questo caso non per motivi di salute ma per avere accesso ad una stanza dove sono nascosti documenti riservatissimi sul traffico di droga. Il dispositivo è arrivato anche in Europa. Un esclusivo locale di Barcellona ha dotato i clienti del microchip per evitare loro code all'entrata. In Italia è invece in corso una valutazione sull'opportunità del suo uso. A condurla è il dottor Giorgio Antonucci dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. «Stiamo cercando di capire - spiega Antonucci - se i medici ritengono utile l'uso del chip».
Video della trasmissione su Italia 1 "Mistero" : 

Adam Kadmon Microchip




L'evoluzione:


Viene spacciata per "tecnologia amica", un’idea che rivoluzionerà il nostro modo di vivere, e pare che proprio di rivoluzione si tratterà, visto che questa invenzione produrrà effetti sconvolgenti soprattutto in termini di libertà personale. Di cosa si tratta? Del progetto più scellerato che sia mai stato pensato. Ormai la notizia è abbastanza diffusa e comunque il concetto è già vagamente noto a chi possiede, ad esempio, un cane come animale domestico o una carta di identità di ultima generazione contenente dati biometrici.


La creazione di un database globale ottenuto schedando l’intera popolazione mondiale, ovvero, il desiderio di controllare abitudini, spostamenti e di influenzare emotività e capacità di scelta degli indiviui, è l’obiettivo da sempre auspicato da chi ha fatto del potere la propria ossessione. Fin dal momento in cui è stato concepito il piano era ben chiaro, sia pure con la consapevolezza che si sarebbe realizzato lentamente e solo una volta giunti all’adeguato livello tecnologico. Le sperimentazioni si protraggono ormai da diversi anni e oggi i tempi sono finalmente maturi per compiere i passi decisivi. L’incombente crisi economica, il terrorismo e l’incremento della criminalità saranno i principali moventi per attuare questo spregievole progetto che consisterà nell’unificazione monetaria (propedeutica per un sistema basato esclusivamente sulla moneta elettronica) e nell’estorcere il controllo alle nazioni a pannaggio di un organo centrale che, grazie alle giuste tattiche, prenderà presto il sopravvento.
Lo scenario che si prospetta è quello di una dittatura orwelliana, dove il potere non è un mezzo ma il fine, che saprà trovare i pretesti per imporre e mantenere un superstato-fascista-globale che con gradualità finirà per annientare l’uomo e ogni sua espressione creativa. Il governo occulto che occupa i vertici del potere sa bene che le persone, una volta impaurite e messe di fronte a verie e proprie tragedie architettate, sono disposte a cedere di fronte all’offerta di una "sicurezza" che potrebbe anche privarli della libertà individuale. Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace: creo il problema, piloto la reazione, offro la soluzione (problema-reazione-soluzione).
Agendo in sinergia con nanotecnologia, programmi avanzati per il controllo mentale (si ricorda il progetto MK-Ultra della CIA) e grazie all’imminente instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, il piccolo impianto dovrebbe garantire ai nostri controllori il successo tanto ambito. Una popolazione di zombies lavoratori, di cui si conosceranno tutti i movimenti e che potranno solo seguire le regole imposte, totalmente malleabili e mentalmente inerti nei confronti di un’esistenza che avrà ben poco di umano.
VeriChip è un dispositivo con identificazione a radiofrequenza (RFID) che può essere usato in vari campi, sicurezza, finanza, identificazione di emergenza e altre applicazioni. Delle dimensioni di un chicco di riso, ogni dispositivo VeriChip contiene un numero di verifica unico che è rilevato passando semplicemente accanto ad un’apposito scanner. La capsula è lunga 11,1 millimetri, ha un diametro di 2,1 millimetri e trasmette sulla frequenza di 125 kHz. L’ubicazione standard del microchip è nell’area della fronte o nella mano destra. La breve procedura di ‘innesto’ (chipping) del paziente dura solo alcuni minuti e utilizza solamente un’anestesia locale seguita da un’iniezione rapida e indolore del VeriChip. Una volta inserito sotto pelle, il VeriChip non è visibile ad occhio nudo. Una piccola quantità di energia in radiofrequenza parte dallo scanner e stimola il VeriChip che emette tramite segnali in radiofrequenza il numero di verifica.
Le operazioni di marketing per la promozione di questa tecnologia sono partite ormai da diverso tempo e c’è già chi è convinto che, spinti dalla tensione generale che si genererà in questi anni, l’obbligo del chip sarà disposto entro il 2010.Nel 2002, trascinati dall’enfasi del figlio 14enne (Derek, già allievo prodigio della Microsoft), un’intera famiglia americana, i Jacobs, si è fatta impiantare il verichip. Ora affermano di sentirsi veramente "sicuri" e, infatti, nell’eventualità che venissero ricoverati, nessuno potrà mai sostituire le loro cartelle cliniche o, nel caso perdessero i documenti e contemporaneamente l’uso della parola, la loro "identità numerica" sarà fedelmente custodita nel chip! L’identità, a cui sono collegati il nostro denaro e tutti i nostri beni, sarà finalmente protetta a vita, poichè il chip, una volta inserito chirurgicamente, non è più espiantabile. Qualsiasi tentativo di rimozione sarebbe rilevato da un’apposita centrale che, in assenza del segnale identificativo, avvertirebbe le autorità. Inoltre, l’eventuale tentativo di rimozione, sarebbe ulteriormente scoraggiato dalla fuoriuscita di liquami a base di litio e mercurio che intossicherebbero gravemente il corpo. Niente male come "tecnologia amica"!
Palm Beach, FL – 20 aprile 2004 – La Applied Digital Solutions, una società che si occupa di sviluppo di tecnologia avanzata, annuncia che il Ministero Italiano della Salute ha approvato un studio clinico che testa un applicazione medica di VeriChip, il VeriMed. Lo studio comincerà all’Instituto Nazionale Lazzaro Spallanzani a Roma, il 26 aprile 2004. Il pricipale promotore, il Dott. Giorgio Antonucci, presentò uno studio al Ministero della Salute e ha ricevuto l’approvazione a procedere. Lo studio è stato progettato per osservare la funzione tecnologica di VeriMed durante la cura di pazienti le cui condizioni mediche impediscono al personale dell’ospedale di reperire informazioni vitali. Ai pazienti sarà offerta l’opportunità di utilizzare la tecnologia di VeriMed per fornire le loro informazioni di identificazione personale e la loro recente storia medica. Il Dott. Antonucci ed il suo personale si propongono di iniziare immediatamente con le iscrizioni dei pazienti al programma. E’ stato anticipato che gli obiettivi dello studio saranno realizzati nel giro di sei mesi, quando i risultati della sperimentazione saranno presentati al Ministero della Salute.
Commentando l’annuncio della sperimentazione a Roma, Richard Seelig, Vicepresidente del settore Applicazioni Mediche della VeriChip Corporation, ha affermato: "Siamo lieti che il Ministero Italiano della Salute e il prestigioso Istituto Lazzaro Spallanzani abbiano progettato e approvato uno studio per valutare il sistema VeriMed, che potrà migliorare la qualità del servizio offerto ai loro pazienti." La parte logistica e l’assistenza tecnica per lo studio che viene effettuato a Roma sono offerte da Biotronica SRL, di Fanara and Associates SRL, il distributore di VeriChip esclusivo per l’Italia.
Non si nota, ma fa la differenza. E’ questa la discriminante introdotta da un locale di Barcellona, il Baja Beach Club, che nel 2004 mise a disposizione dei suoi soci importanti un chip a radiofrequenze. La vecchia tradizionale tessera di riconoscimento, che funzionava anche come carta di credito con cui si pagavano le consumazioni, va in soffitta, almeno in questo locale. I clienti d’elite che si presenteranno nel club con il loro discreto chip sottopelle saranno subito riconosciuti: niente più code e, soprattutto, niente portafoglio o carta di credito per pagare le cosumazioni. Tutto sarà addebidato sul conto personale del cliente grazie al microchip, che sarà riconosciuto e scannerizzato dall’apposita attrezzatura elettronica messa a punto dalla Applied Digital Solutions.
Secondo la ADS, questo microchip è solo il modello base. Ben presto un VeriChip di nuova concezione avrà al suo interno sensori in grado di leggere le caratteristiche vitali di una persona (battiti cardiaci, temperatura, pressione, colesterolo ecc.) e trasmetterla a un computer. E già si studia il VeriChip che potrà essere collegato direttamente a un satellite per seguire la posizione di una persona, secondo dopo secondo.



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