13 nov 2009

Governo Lombardo: la corda s'è spezzata

Dopo lunghi, squallidi ed estenuanti teatrini - accompagnati da rigurgiti di milazzismo di seconda mano - Raffaele Lombardo e il suo secondo governo sono rimasti senza maggioranza. La bocciatura del Dpef ha evidenziato quello che le manovre trasversali di questi mesi miravano a mettere in secondo piano: la lotta di potere tra le consorterie - travestite da maggioranza, più o meno variabile, ed opposizione (definita dal vecchio leader comunista Macaluso come un'accolita di "comparse a rimorchio di Cuffaro, Miccicché e Lombardo") pare giunta al capolinea, l'ennesimo per la storia sventurata della Sicilia. Il risultato è sempre lo stesso: i governi regionali non governano a dispetto delle maggioranze bulgare che ne eleggono, "tecnici" a parte, i componenti; i politici siciliani sono tutti molto potenti e si dimostrano indifferenti alle sorti di un'isola che vogliono sbranare, l'un contro l'altro armati, giocando a sue spese un gioco che si rivela, ancora una volta, suicida. Tutti rimangono, dunque, a bocca asciutta, sicuri che - in caso di nuove elezioni - torneranno a sedere sulle stesse poltrone pronti a ricominciare, magari con qualche poltrona in più. Fino a quando il popolo siciliano continuerà ad usare il voto per continuare a permettere tutto questo?
Forza Nuova invita i siciliani a prendere atto della realtà: questa classe politica non vuole e non può fare gli interessi della Sicilia, l'unica soluzione è di buttarla a mare.
Forza Nuova Sicilia
Il coordinatore regionale
Giuseppe Provenzale

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