4 ott 2009

TRATTATO DI LISBONA: IRLANDESI AL VOTO PER LA RATIFICA. DOMANI I RISULTATI

Urne aperte dalle 7 di questa mattina fino alle 22 in Irlanda per il secondo referendum di ratifica del Trattato di Lisbona. Bocciato dagli elettori dell’“isola verde” il 12 giugno 2008 (53% di “no”), il testo, che ha sostituito la Costituzione Ue e che contiene le riforme ritenute necessarie per l’Unione a 27, viene riproposto al giudizio di tre milioni di elettori: da loro dipende l’entrata in vigore del Trattato stesso (siglato nel 2007 nella capitale portoghese), dopo che tutti gli altri paesi hanno sostanzialmente concluso l’iter di ratifica. Mancano infatti solo alcune procedure costituzionali nella Repubblica ceca e in Polonia. Lo spoglio delle schede comincerà domani alle ore 9 e potrà essere seguito sul sito www.referendum.ie/referendum (in lingua inglese)



Tratto da Thule-blog Irlanda, oggi nuovo voto per far approvare il Trattato di Lisbona
Seggi aperti in Irlanda, dove oggi si vota un nuovo referendum di ratifica del Trattato di Lisbona del 2007: versione rivista e corretta (nella forma più che nella sostanza) della Costituzione Europea che nel 2005 era stata bocciata dai referendum popolari tenutisi in Francia e Olanda.
Il Trattato - il quale trasforma l’Unione europea in un super-Stato internazionale che limita fortemente la sovranità degli Stati membri e i diritti dei cittadini, lasciando invece mano libera ai poteri forti delle multinazionali e dell’alta finanza e garantendo - è stato ratificato senza molto clamore da tutti i parlamenti d’Europa - quello italiano lo ha approvato all’unanimità alla fine del luglio 2008 - ma in Iralnda, nel rispetto della sua Costituzione, il testo è stato sottoposto all’approvazione popolare nel giugno 2008. Allora il Trattato venne però bocciato dai cittadini dell’Eire con il 53,4 per cento dei voti. La bocciatura irlandese venne però ignorata dai leader europei, che decisero di portare avanti comunque il processo di ratifica. Dopo una lunga trattativa con l’Unione europa, il governo irlandese ha accettato di tenere un secondo referndum. Questa volta si prevede che il Trattato verrà approvato, sia per effetto della massiccia campagna per il ‘Sì’ (sponsorizzata dalla stessa Unione europea e da multinazionali del calibro di Intel, Hewlett Packard e Microsoft) che per i timori della recessione (l’Irlanda è stata il Paese europeo più colpito dalla crisi finanziaria mondiale). A fare campagna per il ‘no’ sono solo i nazionalisti dello Sinn Fein e il Partito Socialista e tutti i sindacati.
Per l’approvazione del Trattato manca solo la ratifica del governo della Repubblica Ceca, che si è riservato di decidere in base all’esito del referendum irlandese.

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Schiacciata dalla crisi finanziaria ed immobiliare, minata nella sua credibilità internazionale,la “tigre” celtica ha perso denti ed artigli,indifesa contro le euroburocrazie che non vedevano l’ora di far pagare agli irlandesi la bocciatura della carta di Lisbona nel 2008.
La verità la sanno anche i meno maliziosi.
Mentre precipitavano nella voragine della loro stessa economia “rampante”, i politici di Dublino chiesero soccorso all’UE,per evitare la bancarotta,con relativa implosione dello Stato.
Da bravi sciacalli,o da squallide prostitute,a voi la scelta,i gran sacerdoti dell’europeismo imposero la ripetizione del referendum in cambio dell’aiuto. Con l’aggiunta di una postilla vergognosa,il referendum doveva anche avere esito favorevole al trattato.
L’unica considerazione che riusciamo a fare, di fronte a cotanto schifo, riguarda la perplessità che sorge nel constatare il basso valore etico delle fondamenta su cui dovrebbe poggiare questa “casa comune europea”.

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