14 ott 2009

Omofobia, la Camera affossa il testo*

Caos nel Pd: riesplode il caso Binetti

Montecitorio approva la pregiudiziale
di costituzionalità presentata dall’Udc.
Concia furiosa: tradita anche dai miei


ROMA

L’Aula della Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Udc al testo sull’omofobia. Non si procederà quindi all’esame del provvedimento che inseriva tra le aggravanti i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». La maggioranza insieme all’Udc aveva chiesto un rinvio in Commissione di un testo che raccoglieva parecchie perplessità e in Comitato dei nove si era raggiunto un accordo in questo senso. Tuttavia, una volta in Aula, il Pdl ha cambiato idea e ha votato per il proseguimento dell’esame e l’immediata votazione della pregiudiziale di costituzionalità.

«Se il Pd avesse votato con noi il rinvio in Commissione probabilmente in poco tempo avremmo riportato in Aula un testo condiviso e non una bandiera politica come voi volevate fare», ha sottolineato Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati Udc. «La disposizione - si legge nella questione pregiudiziale a prima firma di Michele Vietti approvata dall’Aula - viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.»

Inoltre per la pregiudiziale di costituzionalità «non essendo possibile accertare nell’interiorità dell’animo l’autentico movente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court». Il testo Concia inoltre, secondo la pregiudiziale approvata, «si pone in contrasto con l’articolo 25 della Costituzione in quanto in assenza di una nozione di orientamento sessuale la circostanza aggravante, nella parte in cui dà rilevanza all’orientamento sessuale, viola il principio di tassatività della fattispecie penale».

La pregiudiziale, come già fatto dalla commissione Affari Costituzionali nel parere condizionato al testo Concia, evidenzia come «del termine ’orientamento sessualè non sia data una definizione, né sia rinvenibile nell’ordinamento penale. Il termine è estremamente generico in quanto può indicare fenomeni specifici come l’omosessualità oppure, più in generale, ogni ’tendenza sessualè comprendendo anche incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, masochismo e qualsiasi altro genere di scelta sessuale, che nulla ha a che vedere con l’omosessualità».

«Mi vergogno di far parte di questo Parlamento». Anna Paola Concia esce furibonda dall’aula della Camera, che ha appena bocciato per incostituzionalità la proposta di legge sull’omofobia di cui la deputata Pd era relatrice. Concia ne ha per tutti: il Pdl, che «ha detto bugie»; ma anche per il suo gruppo, che «senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione».

Intanto nel Pd esplode il caso Binetti. La deputata democratica ha votato contro l’indicazione del suo gruppo parlamentare. «E' un problema, un signor problema...» dice adesso Franceschini. Il fatto che la Binetti si sia allineata alla maggioranza dimostra che nel Pd «qualche problema c’è», ma ad affossare la legge sull’omofobia è stata «la maggioranza» spiega Bersani. La senatrice però non si scompone e respinge le accuse: «Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato» dice la Binetti. «Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un’ambiguità che giustificava le mie riserve». Binetti assicura di «essere contraria a ogni forma di violenza, in questo caso alla violenza contro gli omosessuali. Ma la formulazione della legge lasciava aperta la strada a successive interpretazioni che potevano configurare il reato di omofobia solo per aver espresso delle opinioni, o per una madre che prova a convincere il figlio che gli ha appena detto di essere gay».

* http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48249girata.asp


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LEGGE OMOFOBIA, FIORE:DONNE E BAMBINI SOLE CATEGORIE DA PRIVILEGIARE

La legge sull'omofobia arriva in aula alla Camera. Ha preso infatti il via la discussione sulla proposta di legge dell'onorevole Paola Concia. Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova, afferma:"se c'è una categoria di persone che deve essere maggiormente protetta ed avere più privilegi, in Italia, è la categoria dei bambini, e subito dopo viene quella delle donne. Gli stupri commessi da stranieri,e non l'omofobia, sono la vera emergenza nazionale a cui servirebbe una risposta parlamentare adeguata.
Andrebbe assegnata una pena di 20 anni a chi violenta una donna, per esempio. "conclude Fiore:"Se la proposta della Concia venisse accolta ci ritroveremmo in un paese dove la Lobby omosessuale potrebbe spadroneggiare adottando la discriminazione sessuale come scusante a proprio favore in ogni occasione. "


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